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Recensione su Man in the Dark

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Ogni tanto… / 13 maggio 2017 in Man in the Dark

Capita raramente di vedere film horror che superano con nonchalance la sufficienza.
Questo “Man In The Dark” (diciamo subito che “Don’t Breathe” originale è un titolo molto più “centrato”, ma evidentemente la Sony aveva paura che in Italia la gente non fosse in grado di pronunciare correttamente il titolo quando andava a comprare i biglietti) è un thriller con una discreta componente horror, data dalle scene più splatter e spinte.
Se vogliamo trovare dei difetti nella sceneggiatura, credo molto poco al fatto che un uomo cieco non riesca a sentire l’odore di gente estranea in casa sua, a maggior ragione dal momento che vive isolato in un intero quartiere abbandonato. Ma si può chiudere un occhio.
Tutto scorre senza intoppi, sostanzialmente in un unico set.
Per quanto riguarda il finale, decisamente intrigate il colpo di scena.
Sarebbe stato un 7.5, ma l’8 è un premio per l’impegno, sperando di alzare la media.

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