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Recensione su Donnie Darko

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Donnie Darko, la boiata dell’anno. / 21 marzo 2014 in Donnie Darko

Devo, ahimè, asserire di essere rimasto alquanto deluso da questo film.
Devo dire che, nonostante il film abbia fatto discutere, le mie aspettative erano certamente piuttosto superiori alla mediocrità. Invece, mi sono ritrovato, l’altra sera, a vedere un’opera mediocre in tutti i sensi.
Indubbiamente, è un lungometraggio intraprendente, però, è doveroso affermare che è anche alquanto pretenzioso, Richard Kelly pecca di presunzione (artisticamente parlando).
Un film ricco di ipocrisia, nel senso che Kelly tenta di far passare il suo film per “bello e maltrattato”. Invece, non si può negare che questa sia un’opera assai banalotta e piena di sé, nonché diretta alla massa. Queste sentenze che sto sparando non sono dovute né a rancore verso il film (che, comunque, non mi ha fatto passare una splendida serata) né ad un pregiudizio personale.
La regia di Kelly non è certamente svogliata né approssimativa, questo no; comunque, però, priva di espressività e mordacia.
E’ inutile che mi fai delle sequenze stile sigle delle sit com americane, è inutile che fai un ampio uso di effetti speciali, se poi non mi curi il contenuto a dovere.Per carità, dei pregi l’opera in sé li ha, però sono pregi che assumerebbero una loro fisionomia solo in una cornice adeguata, invece nemmeno quello.
Il coniglio è inquietante e l’idea di base è anche carina. Kelly tenta di infastidire lo spettatore, ma puntualmente lo asseconda e il film diventa accondiscendente, così il cinefilo che coglie tutto questo storce il naso. Pur essendo un’opera diversa dalle altre in realtà è come le altre, perché non priva di determinati cliché che fanno capire come, fondamentalmente, sia un film semplice, quindi anche commerciale ai massimi livelli.
Inoltre, coloro che hanno lavorato al film, dico io, non si sono resi conto di quanto fosse traballante la sceneggiatua ? Ridicoli, non hannno provveduto ad aggiustarla.
Allora lì viene anche il nervosismo.
Criticabilissimo anche il cast, Jake Gyllenhaal inguardabile…inespressivo e privo di potenza. Un personaggio che ti rimarrà in mente solo per quella faccia a pesce lesso. Un po’ tutti i personaggi, comunque, sono male interpretati, sembrano masse corporee che appaiono sullo schermo ma se ne vanno lì, senza lasciarti nulla.
Sotto questo senso, è un film invadente, così come la soundtrack che non ci azzecca un ca**o di niente…eppure è lì, da questi dettagli ti rendi conto di quanto sia ridicolo questo film. Una boiata.
Tutti i “colpi di scena” e le concatenazioni sembrano messe insieme maniera raffazzonata e grezza.
Colpa mia ? Può darsi, l’eleganza di questo film proprio non l’ho colta, mi è sembrata una boiata ai limiti del trash. Soprattutto per certe scene.
Un film ingombrante, inutile e ingannevole, vuol far credere che sia un buon prodotto e curato, invero è un tranello…due ore buttate nel cesso.
Io non ci casco. Criticabilissimo anche il finale, palesemente studiato a tavolino e, aldilà di tutto ciò, ti accorgi di aver assistito ad una me**a quando dopo la visione ti rimane quella sensazione di non aver visto nulla.
La domanda spontanea dopo l’ultimo frame è “Quindi?”
Quindi, cosa è sta’ roba ? Immondizia, ecco cos’è.
A questo punto meglio un film banale e studiato a tavolino, con una storia di cui Hollywood abusa, magari proprio su un ragazzo ritardato.
Tutto sarebbe meglio di un film così ipocrita….
un film da 4…se ho detto che era mediocre mi sono anche ricreduto, un voto glielo tolgo per lo stress che mi ha provocato vederlo -.-

2 commenti

  1. alevenstre / 28 luglio 2014

    Si, in effetti è proprio una gran bella boiata! Mi trovi d’accordo sulla recitazione del protagonista (Jake Gyllenhaal), a tratti davvero fastidioso. Forse peggio della sorella quando bisticciano seduti a tavola, o del padre che inneggia a George Bush. Poi questa cosa dei viaggi nel tempo è appena accennata e mai approfondita. Non si capisce un ca**o!

  2. PartoDaOra / 29 dicembre 2014

    “non si può negare che questa sia un’opera assai banalotta”, “non priva di determinati cliché che fanno capire come, fondamentalmente, sia un film semplice, quindi anche commerciale ai massimi livelli”. Allora, io potrei negarlo, quindi perché non spiegare queste banalità? Mi sembra, il tuo, uno sfogo più che una recensione effettiva. Dietro l’intero film c’è un lavoro di studio che definirei assurdo, con più interpretazioni altrettanto incredibili (vedesi quella dello stesso regista, da strapparsi i capelli al solo immaginare che abbia potuto pensare e trasformare in film un’idea tanto intricata e intrigante che, a doverla spiegare anche per iscritto, mancano le parole)
    “Criticabilissimo anche il cast, Jake Gyllenhaal inguardabile…inespressivo e privo di potenza. Un personaggio che ti rimarrà in mente solo per quella faccia a pesce lesso.” Il personaggio di Donnie è un ragazzo con disturbi psichici, schizofrenico e al limite del drogato per i medicinali: penso che l’atteggiamento di Jake Gyllenhaal in generale -ed in particolare il suo modo di parlare, le sue espressioni, il suo modo di camminare o anche di muovere la testa- sia perfetto nel suo disturbare lo spettatore, proprio perché a sua volta perfettamente calato nel ruolo di un disturbato.
    “Tutto sarebbe meglio di un film così ipocrita….”
    Ancora una volta non trovo la spiegazione all'”ipocrita” nel film :/
    Cooomunque sia, sto entrando troppo nel ruolo del paladino della giustizia di un film che non chiede di essere difeso, quindi… mi ritiro dopo aver evidentemente mostrato un parere differente dal tuo. S’è capito che mi piace parecchio, no? 😀

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