Recensione su Il dottor Zivago

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8 Settembre 2014

Che pesantezza, la vita.
Per la prima volta mi sono dovuta fermare. Diciamo che mi sono parecchio forzata per continuare a guardarlo, e ci ho messo ben tre giorni, l’ho diviso in più parti così da non cadere in un sonno profondo simile alla morte. E se all’inizio ero motivata a leggere il romanzo di Pasternak, adesso che Dio me ne scampi.
Zivago adorabile, affascinate, brav’uomo, veramente una bella persona, senza contare che Omar Sharif è sempre stato un uomo molto fascinoso, di classe, come molti attori della sua epoca.
Larissa l’ho trovata odiosa, invece, una che, tutto sommato, la vita se la complica da sola. Non ho capito dove finisce la ragazzina ingenua e dove comincia la “donna da letto”, so solo che facendo scelte migliori avrebbe risparmiato tante sofferenze a sé stessa e a noi.
D’altronde questa lenta agonia mi era stata preannunciata da mia madre che, entrando in camera e guardando lo schermo, ha esordito: “tanto finisce male!”.
Non che io abbia qualcosa contro i non-lieto fine, sia chiaro, anzi.
Comunque è un bel film, vorrei davvero cliccare l’ottava stellina, ma non ci riesco, sarei disonesta. Non sono riuscita ad apprezzarlo, nonostante la bella regia e le scenografie fantastiche, nonostante l’ottima recitazione e la trama fitta. Non ce la faccio proprio. Mi fermo a sei, magari riguardandolo, un giorno, lo apprezzerò come merita (dicono).

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