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Recensione su Django Unchained

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se te meno… ovvero 7- / 24 gennaio 2013 in Django Unchained

Se amate Tarantino, ci siete già andati.
Se non l’avete visto, andateci poiché oggi giorno è dura incontrare un regista che in tre ore riesce ad intrattenerci e trattenerci al cinema ma… da qua a CAPOLAVORO, troppa acqua deve passare sotto i ponti.

Mi aspettavo uno spaghetti western. Non è uno spaghetti western.
E’ un film che oscilla fra l’action movie, il comico (non ricordo da quanto la sala non ridesse in quel modo), drammatico e sullo sfondo, ma solo sullo sfondo, c’è lo spaghetti western. La pellicola è piacevole ma allo stesso tempo non mi ha convinto del tutto, e visto che sono molto critico (modo più delicato per non dire rompi coglioni) vi dico sin da subito che non state vedendo un film impegnato, si ok è sullo schiavismo ma ci sono modi e modi per trattare la materia. Quentino da Taranto sceglie la via breve, divertente, action. Ragazzi, la recensione non è ancora iniziata e qualcuno di voi già sta bestemmiando in giapponese, pur non conoscendolo. Andiamo quindi alla trama, senza dirvi troppo e sintetizzando al massimo, possiamo definire Django Unchained la storia di un uomo di colore.. ma di che colore ? Anche il bianco è un colore. Dio se fossi di origini africane, mi incazzerei abbestia ogni volta che si pronunciasse “di colore”.
Dicevo, Django è uno schiavo afroamericano che viene liberato da un crucco meglio noto come Dr. Schultz, dentista di copertura, cacciatore di taglie di professione, è interpretato da C. Waltz.
La parte gli calza a pennello. L’improbabile duo composto da un “negro” e un “tedesco” inizia quella che sarà l’epopea del nostro protagonista dalla D silente. Egli dovrà ritrovare sua moglie, venduta come donna da casa, ma non solo, a Messier Candy meglio noto come Di Caprio. Anche Di Caprio, bravissimo, lo valuto sempre meglio giorno dopo giorno ma la mia standing ovation va a Samuel L. Jackson che interpreta un cattivissimo afroamericano, una specie di braccio sinistro di Messier Candy, suo lecca culo personale. Vorrei farvi notare le espressioni facciali e la sua interpretazione che ci fanno capire come odi i “negri”. Il tutto si intreccia alle citazioni, sparatorie, cavalcate, montagne innevate, battute divertenti in particolare due:
1)”Ma cosa gli fai alle donne”
2) Dopo che Django si veste come un damerino ed entra assieme a Schultz nella proprietà di Big Daddy, schiavista interpretato da Don Johnson egli fa: “Nella mia proprietà i negri non vanno a cavallo”
Quindi in soldoni, a mio avviso Django è un buon film, inquadrature che oscillano fra il buono e l’ottimo, apprezzabilissima la ricerca al dettaglio di Tarantino, ottima la scelta del cast.
Se dovessi dargli un voto direi 7- .
Ora qualcuno sta passando alle bestemmie in cinese ma lasciate che spieghi le mie motivazioni:

1) La colonna sonora.
Ma stiamo scherzando? Mi metti Ennio, venti secondi di J.Cash e poi dai spazio a brani Hip Hop ? Ragazzo, eravamo nel Sud della seconda metà Ottocento non ci aspettiamo che esca 50 cent armato di uzi mentre guida un hammer.

2) Demenzialità.
La scena degli uomini incappucciati e il discorso sui buchi. Vuoi farmi un film divertente, lo puoi fare benissimo. Ti rendi conto che il film e i temi trattati risultano pesanti e lo alleggerisci? Tanto di cappello ma non abusare.

3) Mandingo.
Se tu mi dici Mandingo, io tutto penso tranne omaccioni sudati che fanno lotta greco-romana e vale tudo. Mandingo, io penso a africani con peni grandi come proboscidi. Forse e dico forse che si prendono a pisellate neppure duellassero con spade ma non a combattimenti. In ogni caso sono contento che la scelta non sia degenerata nel porno violento, meno male ma se dici Mandingo che lottano io penso a questo. Come diavolo lottano dei Mandingo. Avrei preferito scene di sesso mandingo-signorina Candy, visto che negli spaghetti western non mancavano,

4) Franco Nero.
HAI FRANCO NERO e come lo usi ? Per una battuta ?
Una battuta ovvia e scontata. E qui mi aggancio al citazionismo, senti la battuta e fai: “Ehi ma io Django di Corbucci, l’ho visto. Io so chi è quello, sono un figo”.

Voto finale 7- , per questo.
Il film poteva essere davvero un capolavoro, avrebbe potuto segnare il ritorno del Tarantino anni ’90 ma non è stato così. Niente di grave eh, è sempre un 7-, la pellicola è godibile, divertente e ti fa passare una bella serata con gli amici ma non mi ha proprio convinto poiché poteva dare di più.
Della serie, il ragazzo è intelligente ma non si applica poiché ha capito quello che vuole il Tarantiniano medio. Io purtroppo e per fortuna sono un fan di Tarantino, ho 21 anni e da anni vedo le sue pellicole, quelle consigliate, quelle prodotte, quelle fatte.
Ora vorrei vedere un Tarantino maturo, voglio un po’ di cambiamento.
DonMax

8 commenti

  1. yorick / 24 gennaio 2013

    Tecnicamente il bianco non è un colore, è tutti i colori.

    • DonMax / 26 gennaio 2013

      Yorick, sono confuso. Mi hanno ammazzato la maestra all’asilo, il fatto che il bianco sia tutti i colori mi ha spiazzato xD.

      L’avevano ammazzato o ho semplicemente fatto assenza a quella lezione?
      Non ricordo..

  2. ma sono solo io? a me non mi ha fatto ridere gran che..qualcosina sì, ma niente più

    • DonMax / 26 gennaio 2013

      Alfredo: tutto è relativo, purtroppo o per fortuna la mia ragazza era incazzata nera quando han messo la musica hip hop in un film ambientato nel far west (o meglio nel Wild Wild West cit)… in ogni caso, lo hai visto IL GRANDE SILENZIO ?

  3. Rizz / 25 gennaio 2013

    Il 7- ,secondo me, ci stà per certe cavolate nel finale ma per il resto al capolavoro il film si avvicina. Le scelte musicali ,poi, io non le trovo inadeguate. L’alternanza di stili vecchi e nuovi è utile se intento del Quentino era quello di riproporre oggi un genere magari un po’ del passato. Ha voluto fare un omaggio allo spaghetti western ,non uno spaghetti western. Non pensi fosse questa la sua finalità?

    • DonMax / 26 gennaio 2013

      Rizz, se la finalità di Tarantino era quella di celebrare lo spaghetti western, doveva fare uno spaghetti western non un bucatini western xD

  4. DonMax / 26 gennaio 2013

    cedevo di aver risposto:
    Yorick, sono confuso. Mi hanno ammazzato la maestra all’asilo, il fatto che il bianco sia tutti i colori mi ha spiazzato xD.

    Alfredo: tutto è relativo, purtroppo o per fortuna la mia ragazza era incazzata nera quando han messo la musica hip hop in un film ambientato nel far west (o meglio nel Wild Wild West cit)… in ogni caso, lo hai visto IL GRANDE SILENZIO ?

    Rizz, se la finalità di Tarantino era quella di celebrare lo spaghetti western, doveva fare uno spaghetti western non un bucatini western xD

  5. Joel / 5 febbraio 2013

    Se posso contestare alcuni punti:
    è ovvio e giusto l’uso della musica hip hop, Tarantino non vuole fare uno spaghetti western, perchè non certo così stupido da pensare di poterlo fare ora, sa benissimo che quel genere è tramontato. Il film è permeato da anacronismo che lucidamente di concatena al gusto e alle scelte adottate. Pure la dinamite in quegli anni non era ancora stata inventata, eppure lui la mette, e lo fa consapevolmente. Il regista ci sta suggerendo di uscire dai soliti schemi del pensare che se non è incasellabile in un genere, allora il film non è chiaro.

    La chiave di lettura della scena dei cappucci non è altro che l’autocitazionismo (le iene, ricorderete la scena del dibattito sul nome Mr Pink) è questo è un colpo geniale per tarantino, che mescolando western, B-movie e chi più ne ha più ne metta, ci si mette anche lui, citandosi da solo.

    geniale

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