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Recensione su Django Unchained

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Django Unchained! / 21 gennaio 2013 in Django Unchained

Ho sentito gente dire che questo è l’ennesimo film di Tarantino sopravvalutato, solo perché Tarantino è abbastanza famoso da riuscire a suscitare euforia nella gente solo mettendo il suo nome su una locandina.
Beh, sopravvalutato un par di balle, giovani.
Questo, più che altro, è l’ennesimo capolavoro di Tarantino. Lui è proprio come il vino, più invecchia e più migliora e non smette mai, e sottolineo mai, di stupire il pubblico.
Sì, è vero “quando la sala è piena il film fa schifo”, ma Tarantino è l’eccezione che conferma la regola, perché siamo talmente in tanti ad adorarlo che non ci mette molto a riempire le sale dei cinema di tutto il mondo.
Inoltre, è geniale anche per questo, perché perfino gli stupidi capiscono che, in ogni caso, quasi tutte le cose che portano il suo nome meritano attenzione e ammirazione.
La cosa che più mi ha colpito in questo film è stata l’interpretazione di DiCaprio. Giuro che mi veniva da piangere e ridere insieme, non l’avevo mai visto così raggiante. La sua recitazione era impeccabile, tutto quello che faceva era in perfetta linea con il suo personaggio. E’ stato geniale.
E’ la prima cosa che mi ha colpita perché, lo ammetto, non è mai stato tra i miei attori preferiti, né avevo così considerazione e interesse nei suoi confronti, nonostante mi sia piaciuto molto in qualche film di Scorsese.
Penso che Tarantino abbia tirato fuori il meglio di lui.
Per quanto riguarda Jamie Foxx e Christoph Waltz, nulla da dire, impeccabili come sempre. Sembravano davvero molto affiatati, non poteva uscirne che una coppia perfetta.
Che dire ancora? Questo film non annoia, ti tiene incollata allo schermo dall’inizio alla fine.
Credo che sia proprio uno di quei film che non ti stancheresti mai di guardare. Le battute e i dialoghi sono geniali, la fotografia e le inquadrature altrettanto, tutto è come deve essere. Per non parlare della sorpresa verso la fine, ogni volta che lo vedo cimentarsi in certi ruoli mi scappa la risata.
In conclusione, questo è un film da 9. Geniale Tarantino, come al solito.

19 commenti

  1. paolodelventosoest / 21 gennaio 2013

    “Adorazione” e “ammirazione” sono attestazioni un po’ religiose che non fan bene alla critica… Tuttavia è un gran bel film.

  2. henricho / 21 gennaio 2013

    Non sono un fan sfegatato di Tarantino, anche se ho apprezzato gran parte del suo lavoro. Però non riesco proprio a definirlo geniale. Sicuramente innovativo, magari appassionato, eclettico a modo suo, ipercitazionista e alternativo…per me Tarantino è tutto questo. In ultima analisi è un regista che mi fa divertire ma di certo non provo “adorazione” per ogni suo lavoro…ammiro molto film come le iene e pulp fiction e mi è piaciuto anche Django ma da qui a fare di Tarantino un mostro sacro della cinematografia ne passa di acqua sotto i ponti…

  3. Naima / 21 gennaio 2013

    Ti dico che Tarantino è uno dei miei preferiti, ma non ho mai detto che è un mostro sacro della cinematografia, mi spiace se è passato questo.
    Anche io ho apprezzato gran parte della sua cinematografia (a parte “Dal tramonto all’alba” di cui ha scritto la sceneggiatura).
    Concordo su Chaplin e Kubrick (che è tra i miei preferiti), ma mi sento di dire che, attualmente, Tarantino è uno (non il solo) dei massimi esponenti per quando riguarda la regia.
    Qui non si parla di fare un paragone tra vecchio e nuovo, vivi o morti, perché il paragone non esiste e non sussiste.
    Ho solo detto che – mia modesta opinione – è uno dei migliori della nostra epoca, poiché non se ne vedono molti di film fatti “come Dio comanda” ultimamente.
    Sì, sono una fan di Tarantino, ma non ho i paraocchi e, anzi, proprio per questo mi aspetto sempre grandi cose da lui. Per ora, devo dire, che non mi ha mai delusa, cosa che invece hanno fatto Cronenberg e McTeigue (sempre tra i miei preferiti) con i loro ultimi film (Cosmopolis e The Raven).
    In conclusione, la mia recensione non era solo ed esclusivamente soggettiva. Studio grafica e fotografia, ho una discreta cultura cinematografica (ho ancora molto da vedere e d ‘apprendere) e letteraria. Non sarò un genio, né un critico, ma riesco a scindere tra gusto personale e oggettività.
    Il gusto personale mi dice che è un ottimo film, del genere che piace a me, l’oggettività mi dice che è un ottimo film (messo a paragone con la merda che c’è in giro oggi), con un direttore alla fotografia molto cazzuto e una gran bella sceneggiatura.

  4. henricho / 22 gennaio 2013

    Neppure io sono un critico e, comunque, penso che l’estetica di questo film sia uno dei suoi punti di forza. Come penso – ma l’ho già detto – che Tarantino dedichi molta attenzione e curi con minuzia di particolari la regia dei suoi film. Cronenberg piace molto anche a me, e Cosmopolis mi è piaciuto (a differenza de A dangerous method che ho trovato parecchio insulso). Forse perchè la follia (che di solito è una chiave di lettura) in questo caso emerge dalla realtà del quotidiano in maniera insopportabilmente attuale. Forse perchè ho rivisto il lato più alienante e tagliente di Cronenberg.
    In ultima analisi, non voglio fare il detrattore di Tarantino. Solo mi infastidiscono le sopravvalutazioni: mi spiego. Improvvisamente Johnny Depp è la rivelazione di Hollywood. Da quando ha fatto il pagliaccio ne i pirati dei caraibi non ha più azzeccato un ruolo e da allora è ritenuto uno dei migliori attori in circolazione. Nolan è un ottimo regista, ma da quando ha diretto la saga di Batman non sembra neanche più l’ombra del regista di Memento o Following (e sono un fan di Nolan). Inception e the Prestige sono molto belli ma i fumettoni sono fatti per essere proposti “a tutti”. per incassare. Lo stile deve adeguarsi.
    Tarantino è un solido regista con una cultura cinematografica relativa ad un particolare ambito (piaccia o non piaccia) ma parlare dei suoi ultimi film come di opere in cui si parla di guerra o di schiavitù è ridicolo ed elevarli al livelo di altri film ben più impegnativi (e impegnati) per me è esagerazione.
    Era questo il senso del mio commento. Per quanto riguarda le doti di regista, nulla da ridire.

    • Naima / 22 gennaio 2013

      Infatti la mia recensione, come ti ho detto, è da contestualizzare. Tarantino è geniale in questo contesto, non lo sarebbe stato in un altro.
      E poi, devo dire che il film mi ha entusiasmata, l’ultimo western che ho visto, fatto in maniera decente, è stato Appaloosa, che comunque non è minimamente paragonabile a Django.
      Concordo con te su tutto.
      Per quanto riguarda Cosmopolis, non mi è piaciuta molto la scelta del cast, Pattinson (nonostante abbia dato il meglio di sé in quel film) mi è risultato molto piatto e non adatto al ruolo. La recitazione è fondamentale nei film di Cronenberg e più che altro è stata quella a deludermi, tanto che a un certo punto mi sono addormentata e non l’ho finito (cosa molto grave, è raro che mi addormenti con un film, anche con i peggiori).
      Penso che appena ho un po’ di tempo e qualche pausa dal lavoro, lo riguarderò, così da poter farmi un’idea più dettagliata.

  5. paolodelventosoest / 22 gennaio 2013

    A me hanno colpito alcune cose di ciò che sta “attorno” al film, o meglio attorno al nome di Tarantino.
    La prima cosa è che da anni non facevo la fila per un film al cinema; cioè, non so dalle parti vostre, ma qui a Trieste sono pochi i film che riempiono le sale.
    La seconda, è che in sala l’età media si aggirava sui 20 anni; non c’era nessuno più vecchio di me (gosh! :-/) (per inciso, ho 37 anni non sono proprio un Matusa…)
    La terza è che a fine film c’è stato…l’applauso! No, dico, l’applauso al cinema è roba anni ’50! Mi ha colpito molto, sto fatto…

    • Stefania / 22 gennaio 2013

      Noi abbiamo vagato da un cinema ad un altro, perché nel primo che avevamo scelto c’era la coda fuori! (E anche nel secondo! Ma, ormai, eravamo lì e non avevamo tempo per provarne un terzo…) Ok, era la prima settimana di programmazione, però…
      La sala in cui ci siamo accomodati era piena, ma il pubblico era molto vario: dai rEgazzini (c’erano anche dei bambini intorno ai dieci anni, e taccio) agli ultrasessantenni.
      L’applauso c’è stato anche nella nostra sala! Non è una cosa che mi piace, ma… un po’ ha colpito anche me.

      • Notta / 22 gennaio 2013

        Qui a Naples non dico che ci fosse la fila,ma per i miei standard eravamo abbastanza. Di solito quando vado a vedere i film al day one siamo sempre io e 2-3 signori random sulla 50ina,invece per Django non riempivamo la sala ma almeno tutta la fila centrale si,e c’era bella differenza di età tra tutti 😀

        • Naima / 22 gennaio 2013

          A Salerno non c’era anima viva, eravamo 10 in sala, però sapevo che nel resto d’Italia c’è stata baldoria per questo film. LOL

  6. henricho / 22 gennaio 2013

    Dalle mie parti (Vittorio Veneto) il pubblico in sala era tanto e, devo dire, c’erano più vecchi fan del western all’italiana che ragazzini…per fortuna non c’è stato l’applauso..è una cosa che non mi sembra in tono…anche se la prima (e unica) volta che l’ho sentito è stato tanti anni fa per il miglio verde…quando Tom Hanks era Tom Hanks 😉 non voglio sembrare acido ma temo di dare questa impressione…è solo che mi manca Tom Hanks 😉

  7. yorick / 22 gennaio 2013

    “Questo, più che altro, è l’ennesimo capolavoro di Tarantino. Lui è proprio come il vino”, più sei ubriaco più ti piace.

  8. kameilkane / 25 gennaio 2013

    Il film l’ho visto proprio stasera (a Benevento), e una cosa che ha colpito anche me è stato l’applauso finale.
    Vedo molti film al cinema e non riesco a ricordarmene uno che si sia concluso con un applauso da parte di tutta la sala.

    • Naima / 25 gennaio 2013

      Anche per Lo Hobbit hanno applaudito, in verità. Ultimamente si usa molto applaudire, anche quando non ce n’è motivo.

    • Stefania / 25 gennaio 2013

      A me è capitato almeno un paio di altre volte, una in occasione della proiezione di “Cesare non deve morire” dei Taviani (ma c’è da dire che in sala c’era Fabio Cavalli, regista della sezione teatrale del carcere, quindi -forse- l’applauso gli è stato, come dire, dedicato).
      Personalmente, è una cosa che non mi piace.

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