Recensione su Django Unchained

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16 febbraio 2013

Molto molto bello. Coniugando estetica pulp ad efficaci omaggi allo spaghetti-western di un tempo, Tarantino mette su una storia coinvolgente, esagerata, surreale ma anche ancorata alla realtà storica. Grandiosi ( e delineati benissimo) personaggi fanno da pilastri al dipanarsi di un canovaccio classico: il salvataggio della donna amata. Ma invece che associare a ciò le solite idee e i soliti risvolti, Tarantino ambienta il tutto ai tempi dello schiavismo sudista, dando una marcia in più alla storia, che dunque diventa un mix vivacissimo di amore, libertà e vendetta all’interno di una cornice storica precisa. Numerose le scene epiche e sinceramente divertenti, tipo quella dello sgangherato gruppo di Ku Klux Klan frenato dai cappucci, unitamente alle scene più forti e perfette per mettere in mostra l’istrionismo di un Christoph Waltz e la bravura immensa di un Di Caprio, derubato ancora una volta dall’ Academy, che nel film è affascinante, pazzo, cattivo e con una delle scene più belle del film. OST atipica ma amalgamata benissimo alla storia, splendida fotografia e la solita bravura di Tarantino alla regia, fanno di Django una goduria per lo spettatore e un’opera riuscitissima, fedele allo spirito tarantiniano.

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