Recensione su Django Unchained

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7.5 / 21 gennaio 2013 in Django Unchained

I Bastardi senza gloria non mi erano piaciuti. Questo Django, invece, fa una figura assai migliore. Evito di dilungarmi sulla cura maniacale che Tarantino profonde nella ricerca della migliore estetica, selezionando le inquadrature, innovandole con l’aggiunta di tecniche e di stili in uso ad un certo cinema italiano (in questo caso pesca a piene mani dalla tradizione del western di serie B italiano e, non a caso, Django è il remake di un film con Franco Nero, che qui offre una simpatica e amichevole partecipazione), montandole alla perfezione.
Django Unchained è un film che va visto in sala e va gustato soprattutto per le qualità estetiche. Tarantino è comunque un buon narratore e un miscelatore di generi e storie decisamente orignale e la sua capacità di tener viva l’attenzione per oltre 2 ore e mezzo,questa volta senza perdersi – troppo – in manierisimi eccessivi, rende bene.
Gli interpreti sono la punta di diamante: Chrisoph Waltz su tutti. Il suo personaggio merita un inchino. Divertente ed espansivo è il migliore del cast. Ma fanno un’ottima figura anche Leonardo Di Caprio, Samuel L. Jackson e Jamie Foxx.
L’unica cosa da sottolineare è che si tratta di puro intrattenimento. Sebbene voglia omaggiare gli spaghetti western, rimane un film giocoso, senza alcuna pretesa intellettuale. Decisamente fuori luogo pensarlo come un candidato all’Oscar. Forse un premio alla regia Tarantino lo meriterebbe, o magari alla sceneggiatura. Ma Django, come pure i Bastardi senza gloria, va preso come un film pulp, qualcosa di simpaticamente grottesco, un revival di genere. Un film con cui ridere e spassarsela, rifinito con cura e interpretato alla perfezione. Tutto qui.

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