Recensione su District 9

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e sarebbe un sei e mezzo / 3 maggio 2011 in District 9

A me non è dispiaciuto, è un action movie non originale, pesca a piene mani da ovunque (guerra dei mondi, cloverfield, alien nation, la mosca, alien). Il genere è il suo limite, ma come si può discutere su questo? E’ come dire di un musical che il suo limite è essere un musical.
Dunque è un action anche fracassone, ma mi sembra girato molto bene e con ottimi tempi.
E’ che quell’inizio lì faceva pensare ad altro, 20 minuti di film per raccontare come nasce una segregazione, come quest’ultima porti necessariamente a violenza, criminalità, sfruttamento, un affresco non male e crudissimo. Su tutti l’utile idiota, un uomo medio medio, decisamente limitato che è l’ingranaggio perfetto dell’oliata macchina burocratica, un funzionario che proverà sulla sua pelle cosa sia essere dall’altra parte.
Gli avi cinematografici sono scoperti, rimastica Cronemberg, ma non riesce ad andare in fondo all’evoluzione psicologica parallelamente a quella fisica, ed è un peccato.
Però nel complesso dice abbastanza: che la legalità è spesso strumento e non fine, che c’è sempre un nero più nero di te, un meridionale più meridionale di te, che gli altri vanno riconosciuti nella loro diversità, perchè la trovata migliore del film è fare degli alieni “intollerabili”, con abitudini di vita un attimello estreme, brutti da vedersi, insomma non lì per scatenare la compassione. Se gli altri ci piacessero il problema dell’integrazione non ci sarebbe neppure.

A me ha fatto pensare subito a Alien nation sopratutto per via del cibo per gatti, lì era il latte.

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