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Recensione su District 9

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20 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Succede che una navicella aliena enorme arriva sulla terra e si ferma su Johannesburg. E sta lì, senza dare segni di vita. Gli umani la aprono e dentro ci sono un milione di alieni mezzi morti. Allora viene creato il District 9, un vero e proprio ghetto/discarica per gli alieni. Il tutto è girato a metà tra la presa diretta e il documentario, con le interviste ad amici e conoscenti di Wickus e un sacco ma proprio un sacco di immagini finto-riprese dalle telecamere a circuito chiuso. Ma chi è Wickus? Wickus è il funzionario che viene seguito all’inizio dai documentaristi, che mentre porta delle notifiche di sfratto agli alieni, perché gli umani li odiano e sono razzisti e allora si è deciso di trasferirli in un district 10. Dicevo, mentre porta queste notifiche viene investito dal fluido alieno, e il suo dna si fonde con quello, e comincia a perdere pelle e unghie e denti e gli viene una mano a tentacolo. A quel punto le multinazionali cattive gli daranno la caccia, perché il suo dna misto permette di far funzionare le armi biomeccaniche degli alieni (i quali tra l’altro sono ghiottissimi di … cibo per gatti, che viene contrabbandato nel distretto da bande di nigeriani, i quali pure loro gli danno la caccia). I mean, so che detto così sembra una cazzata ma questo film neozelandese girato in Sudafrica ne sa, uh quante ne sa, e la denuncia dell’inospitalità degli umani verso “i diversi”, la loro segregazione, i muri, il filo spinato, gli esperimenti su di loro, ricorda la paura e l’odio mai sopito e pronto a scoppiare in tutte le società che si trovano a far fronte con l’immigrazione dell’”altro da me” from all over the world. Wickus, anzi tutti, parlano un inglese con inflessione sudafricana stupendo, per cui, soprattutto a metà film, passa la metà del tempo a dire fuck, solo che invece di fuck dice fock, per cui è tutto un FOCK! FOCK YOU, WHAT THE FOCK, GET THE FOCK OFF, e a me faceva piegare. Altrettanto ovviamente si finisce per identificarsi e parteggiare per gli alieni, coi loro occhioni gialli, e per Wickus, che passa dalla loro parte, assai più umana degli umani, trasformandosi alla fine in alieno e girando per desolate discariche a mettere insieme fiori di metallo da lasciare nottetempo sulla porta della moglie da cui non osa più farsi vedere.

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