Il grande capo

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Il grande capo

Il presidente di una società di informatica danese lavora da anni con i suoi dipendenti sotto mentite spoglie. Quando decide di vendere la società ad una compagnia islandese, decide di assoldare un attore, affinché impersoni la parte del grande capo, accollandosi ogni responsabilità morale.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Direktøren for det hele
Attori principali: Jens AlbinusPeter GantzlerBenedikt ErlingssonHenrik PripMia LyhneCasper Christensen, Louise Mieritz, Sofie Gråbøl, Anders Hove, Lars von Trier, Jean-Marc Barr, Iben Hjejle, Fridrik Thor Fridriksson
Regia: Lars von Trier
Sceneggiatura/Autore: Lars von Trier
Colonna sonora: Mikkel Maltha
Fotografia: Claus Rosenløv Jensen
Produttore: Meta Louise Foldager, Signe Leick Jensen, Vibeke Windeløv, Skuli Fr. Malmquist, Thor Sigurjonsson, Marianne Slot, Peter Aalbæk Jensen, Lene Børglum
Produzione: Danimarca, Francia, Germania, Islanda, Italia, Svezia
Genere: Commedia
Durata: 95 minuti

Il grande capo / 1 Agosto 2015 in Il grande capo

Questo film di Lars Von Trier, assolutamente anomalo nella sua cinematografia (una commedia dell’assurdo ambientata nell’ambito del business) affronta un tema a suo modo interessante, anche se in chiave farsesca: quello dell’ipocrisia del mondo delle aziende, in particolare l’ipocrisia delle gerarchie.
Il soggetto (dello stesso Von Trier) è assolutamente originale. Un uomo, che ha finto per anni di essere un semplice dipendente dell’azienda in cui lavora, quando invece ne è il proprietario (al fine di scaricare la responsabilità di scelte scomode su un fantomatico Grande Capo), si trova nei guai quando, per trattare la cessione della società, l’acquirente si rifiuta di trattare con lui (pur legalmente titolato a farlo), volendo concludere l’affare direttamente col Grande Capo.
Continua qui, con uno speciale dedicato al primo maggio.

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“Una pessima recita, le solite frasi fatte…” / 24 Maggio 2014 in Il grande capo

Pellicola piuttosto atipica di Von Trier. Il regista danese non solo sperimenta il suo rapporto con un genere a lui poco consono (la commedia), ma testa anche nuove scelte registiche (come l’abbandono della consueta telecamera a mano a favore del metodo dell’automavision).
La storia gioca principalmente con alcuni fattori distinti: Il rovesciamento del ruolo attore-personaggio in primis, reso in una maniera “metacinematografica” e catalizzato lodevolmente dalla bella interpretazione di Jens Albinus. Ma anche Il rapporto dipendente-superiore, una fresca visione in chiave ironica del mondo del lavoro d’ufficio.
E’ lo stesso film poi ad essere un grande gioco. La prova tangibile è data da un regista che si diverte a fare da voce narrante, che sembra giustificare continuamente ogni sua scelta compiuta in quest’ora e mezza di pellicola.
Von Trier forse non sarà impattante al livello dei suoi riusciti drammi, ma sembra lasciare comunque il segno in qualche modo.

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