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Recensione su I Nibelunghi

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18 aprile 2014

Fritz Lang con il suo “Die Nibelungen” spettacolarizza la morte ed i combattimenti, ammaliando attraverso una trama che unisce più generi. L’opera, dedicata al popolo Germanico, lascia a bocca aperta. Il risultato finale è una pellicola imbevuta nel sangue, nella redenzione e nel sacrificio. Il regista pone la cinepresa sull’amore caldo e disperato fra Sigfrido,sovrano dei Nibelunghi, e della (secondo i canoni di allora) bella Crimilde principessa dei Burgundi. Come Ercole anche il nostro dovrà affrontare fatiche, pericoli, sfide. Ora, facendovi notare una piccolezza, Sigfrido in una scena se la dovrà vedere con un drago. L’opera è del 1924 e grazie a Otto Hunte, Eric Kettelhut, Carl Vollbrecht, scenografi del regista, Lang ha modo di inserire un drago meccanico che dà in c**o ad un certo tipo di computer grafica. Nella prima parte, ricca di costruzioni e prati in cartapesta, si afferma il sodalizio fra Gunther e Sigfrido. Nasce quella che è una vera e propria fratellanza, una collaborazione per sconfiggere la regina d’Islanda.
Cosa vuole Gunther ? Un susseguirsi di immagini poderose tanto quanto la storia narrata; il gioco di luci ed ombre che accompagnano la visione e una serie di colpi di scena portano lo spettatore ad una seconda parte molto meno positiva.
Questa infatti è caratterizzata dal ribaltamento dei ruoli, una controversa diatriba che mieterà svariate vittime e l’estinzione di un popolo. Il sangue chiama sangue e nell’ Epica firmata Lang di rosso sangue ne scorre a fiotti. La scenografia è ancor più ricca di dettagli. Semplicemente magnifica: i castelli vengono demoliti, bruciati accampamenti. Frecce infuocate scoccano e le fiamme divampano, a una certa sembra che la pellicola prenda fuoco.
La moria è generale.

L’opera annichilisce, e non scendo troppo nel dettaglio. Sappiate solo che gli ultimi quaranta minuti della seconda parte sono, a mio avviso, fra i migliori di Lang. Questa parte condurrà direttamente ad un finale senza tempo, senza spazio. Qualcuno chiede vendetta. E’ morto l’amore e si è disposti a tutto pur di avere la testa del traditore. Si è disposti a tutto, addirittura ad un matrimonio di convenienza, concedersi e tirare su una famiglia.
Scendere a patti con gli Unni, sporchi e poco eleganti, dei barbari primitivi se paragonati ai Nibelunghi. Non c’è nessuna unione amorosa, l’unione che si palesa di fronte agli occhi del pubblico è basata sull’odio.

Un’esperienza epica nella quale l’intrattenimento regna, come Lang del resto.

Qui completo, sono 5 ore quindi non ammazzatevi per vederlo: https://www.youtube.com/watch?v=jTXLvCPeAvU

DonMax

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