7 Recensioni su

Die Hard - Un buon giorno per morire

/ 20135.288 voti

Ma davvero / 16 Gennaio 2020 in Die Hard - Un buon giorno per morire

Davvero, ma davvero, noioso.

R.I.P. DAIARD / 6 Gennaio 2020 in Die Hard - Un buon giorno per morire

Prendete un regista dal piglio videoclipparo, un operatore di macchina afflitto da Parkinson, un montatore col singhiozzo, un attore imborghesito e una sceneggiatura di otto pagine con le scritte grandi, ed eccovi servito questo gran troiaio da pugnalate sui genitali chiamato Die Hard 5.

15 Gennaio 2015 in Die Hard - Un buon giorno per morire

Purtroppo non gli si può dare più di 5 stellette. E lo faccio per semplice nostalgia.
Sono una fan di Bruce Willis e ho sempre guardato Die Hard -forse sono stati i primi film suoi che guardavo da piccoletta-
Ma a parte una battuta stile “I McLane non si abbracciano” o simili, il resto del film mi faceva costantemente chiedere ‘ma quando finisce?’

9 Febbraio 2014 in Die Hard - Un buon giorno per morire

5° capitolo delle saga di John McClane stavolta in trasferta in Russia per cercare di recuperare il rapporto con il figlio.
Due McClane sono troppi per Mosca; viene sfiorato il record di macchine incidentate nell’inseguimento iniziale, buona ironia ma le esagerazioni stavolta sono un pò troppo.
Il film è comunque perfetto per chi vuole distrarsi senza avere troppi pensieri per la testa.
Oltre a Bruce Willis cast poco conosciuto; si intravede solo Mary Elizabeth Winstead come figlia di McClane.

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Azione esagerata, dialoghi zero… / 24 Giugno 2013 in Die Hard - Un buon giorno per morire

John! comincia a essere ora di ritirarti… Ormai non sei più “duro a morire” anche se qui pare che la scampi a incidenti folli, cadute mozzafiato e sparatorie impossibili… Dove l’azione comincia a essere ridicola: solo spari, inseguimenti e esplosioni… Il più “monnezza” tra tutti, ma essendo un fan di John MacClane..ahimè.. sarebbe un 5, ma 6 glie lo dò.. pure se mi sarei fermato al Die Hard 4.0 😉

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17 Febbraio 2013 in Die Hard - Un buon giorno per morire

I diehardisti puri sono un pò come gli alfisti. Si aspettano qualcosa in più. DIe hard – Trappola di cristallo è stato il paradigma del genere d’azione, perfetto in ogni dettaglio….Sta roba qua che ca**o è? Sceneggiatura zero, battute (che contribuivano a creare il personaggio di John McClane) meno di zero…esplosioni, esplosioni ed esplosioni. Bruce Willis che sembra non ricordare più chi fosse John McClane.
Che amarezza.

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My name is McClane. John McClane. / 17 Febbraio 2013 in Die Hard - Un buon giorno per morire

Quinto capitolo della saga “Die Hard” (gli altri episodi nel 1988, 1990, 1995 e 2007) diretto da John Moore, specializzato in remake ridicoli come “Il volo della fenice” dal 1965 e “Omen – Il presagio” dal 1976. Questo film di rara ignoranza poggia interamente sulle spalle di Bruce Willis, “il divo in canottiera” che porta la sua pelata traslucida in situazioni al limite dell’impossibile e del ridicolo corredando le sue decine e decine di uccisioni con frasi ad effetto, pistolotti morali immotivati e botte di tamarraggine notevoli. La sceneggiatura consiste in due righe-due, con i sovietici che tornano come nella miglior tradizione anni ’80 ad essere i cattivi sostituendo gli ormai abusati arabi: il film arranca tra scagnozzi monodimensionali, personaggi stereotipati al massimo, scazzottate ed esplosioni, come sempre immotivate e frequentissime. I personaggi secondari sono poco più che macchiette e costituiscono più che altro mezzi attraverso cui l’eroe senza macchia e senza cognizione raggiunge l’obiettivo di ammazzare i cattivi di turno, possibilmente facendo più bordello possibile. Tra tutti gli eroi d’azione nati venticinque anni fa, Willis è però il migliore ed il più (auto)ironico, dimostrando di rendersi conto che ciò che sta facendo sullo schermo non è esattamente cinema d’autore introspettivo; ciò gli dà una marcia in più e il pubblico lo apprezza, rendendo le sue pellicole l’ideale per passare un’ora e mezza leggera e divertente. Se non volete film impegnati potete immergervi in quest’avventura, dimenticando, per farvelo piacere, la fisica, la logica e la resistenza umana alle ferite. Yippie ki-yay, motherf***er.

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