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Die Hard 2 58 minuti per morire

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Die Hard 2 58 minuti per morire
Die Hard 2 58 minuti per morire

L'aereo del volo Los Angeles - Washington su cui sta viaggiando la moglie del poliziotto McClain viene preso in ostaggio da un gruppo di terroristi: il poliziotto si ingegna a modo suo per salvare la consorte e i suoi compagni di viaggio e per consentire ad altri diciotto velivoli di atterrare.
Stefania ha scritto questa trama


Produzione: Usa
Genere: Azione, Thriller, Poliziesco

16 Maggio 2014 in Die Hard 2 58 minuti per morire

Da Los Angeles si va a Washington per il secondo capitolo della serie, eppure il buon Bruce Willis / John McClane perde il pelo ma non il vizio di sbirro-fuori-orario-di-lavoro, sempre a caccia di terroristi in vena di compiere le più astruse scelleratezze. Forse è leggermente meglio del primo, più coeso e meno tamarro, anche se la storia del poliziotto integerrimo (ma pieno di vizi) che lotta contro tutto e tutti (amici compresi) e viene ostacolato in ogni modo, è tanto Hollywoodiana quanto surreale.

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Bruce Willis ce riprova ma cala un pò… / 24 Giugno 2013 in Die Hard 2 58 minuti per morire

Sequel di “Trappola di Cristallo”,qui la regia perde un pò del fascino del precedente ma mantiene ironia e azione abbastanza alti. Un pò noiosetto ma Willis affascina sempre più, nel periodo d’oro dei film d’azione! Da rivedere non guasta, ma supera di poco la sufficienza: 6.5.

Super Brillis colpisce ancora!! / 9 Gennaio 2012 in Die Hard 2 58 minuti per morire

L’aeroporto di Washington sotto una colte di neve. Un gruppaccio di terroristi pronti a tutto. Un piano ben congegnato. A far da guastafeste spunta il solito, vecchio MacClaine. Ironico, sporco e sanguinante al punto giusto. Avvolto in un pesante cappotto, invece della solita logora canotta (che comunque si intravede sotto la maglia dello sbirro, sia chiaro!!). E la sua dolce donzella in pericolo. Insomma una formula riproposta, in tutto e per tutto. Però, stavolta il cocktail scorre più liscio. Comprimari di un certo spessore e carattere fanno da contraltare a cattivi meno carismatici e pregnanti del buon Alan Rickman. Scazzottate e sparatorie, invece, dan più soddisfazione. Con un paio di chicche ben oltre il limite del possibile. Anche la trama risulta meno scontata. E avanza il posto per un discreto colpo di scena quasi-finale. Insomma, avanti così…anche se solo col terzo capitolo si giungerà alla maturità.
E chissà che John MacClaine riesca, prima o poi, ad avere un Natale senza sbudellamenti e assassini…

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