Recensione su Il falsario

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Molto efficace / 24 Luglio 2020 in Il falsario

Il film del regista austriaco Stefan Ruzowitzky, premiato come miglior film straniero agli Oscar 2008, si ispira a fatti realmente accaduti durante la Seconda Guerra Mondiale. A partire dal 1942, con l’Operazione Bernhard, la Germania nazista aveva messo in piedi un piano per distruggere l’economia dei nemici, stampando milioni di sterline e dollari falsi.
Per realizzare i propri propositi, le SS si avvalsero di un famoso falsario ebreo russo, Salomon Smolianoff (nel film, il nome del protagonista, interpretato da un convincente Karl Markovics, è stato cambiato in Salomon Sally Sorowitsch).

La vicenda di Salomon è una delle tante assurde ed eppur vere storie provenienti dai lager nazisti e stupisce per la sua natura drammatica, reale eppure incredibile per cinismo, ferocia, amoralità.
Il film di Ruzowitzky scorre veloce. La sceneggiatura, che si basa sulle memorie del tipografo slovacco Adolf Burger, sopravvissuto ai campi di sterminio di Auschwitz, Birkenau e Sachsenhausen e agli esperimenti di Mengele, uno dei prigionieri coinvolti nell’Operazione (interpretato da August Diehl), delinea in fretta e con efficacia i personaggi, i loro caratteri.
Il falsario non si perde in fronzoli e non contempla i didascalismi e, in questo, somiglia molto al suo protagonista, un uomo taciturno, calcolatore, pragmatico, realista.

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