Recensione su Due giorni, una notte

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22 Febbraio 2015

Il film dei Dardenne è il semplice racconto dei due giorni in cui Sandra bussa porta per porta chiedendo ai colleghi di lavoro di salvarle il posto di lavoro piuttosto che votare per un bonus personale. L’idea è piuttosto scarna, ma molto incisiva e ben trattata. La protagonista è interpretata da Marion Cotillard, pallida, con gli occhi spenti, depressa e contratta in ogni singolo muscolo corporeo. La sua performance è talmente buona che senti insieme a lei l’imbarazzo, la vergogna ancor meglio, di elemosinare alle persona la sua stessa salvezza; empaticamente il suo personaggio ha funzionato perfettamente con me, fino al finale difficile, realistico o meno sulla base delle proprie convinzioni. Ci sono stati comunque molto piccoli momenti carini, in cui un semplice sorriso accompagnato da una canzone (colonna sonora essenziale e ben usata) illuminava un film girato sempre sotto il sole estivo, ma molto buio e scenograficamente divisivo, dato che Sandra parla con persone che sono separate da lei anche dal semplice spigolo di un muro. Un film riflessivo e moderno.

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