2014

Due giorni, una notte

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Due giorni, una notte
Due giorni, una notte

Sandra è pronta a riprendere il suo lavoro in una ditta di pannelli solari dopo un periodo di depressione. I suoi colleghi però sono stati messi di fronte a una scelta: se non voteranno per il suo licenziamento non avranno mille euro di bonus. Sandra ha due giorni e una notte per cercare di convincerli a non farle perdere il posto di lavoro.
Valentina ha scritto questa trama

Titolo Originale: Deux jours, une nuit
Attori principali: Marion CotillardFabrizio RongioneCatherine SaléeDamien TraplettiBatiste SorninPili Groyne, Simon Caudry, Lara Persain, Alain Eloy, Myriem Akeddiou, Fabienne Sciascia, Anette Niro, Rania Mellouli, Christelle Delbrouck, Timur Magomedgadzhiev, Hassiba Halabi, Soufiane Jilal, Hicham Slaoui, Philippe Jeusette, Yohan Zimmer, Safia Gollas, Christelle Cornil, Marion Lory, Angélique Michaux, Laurent Caron, Joachim Vincent, Donovan Deroulez, Tom Adjibi, Elena Doratiotto, Franck Laisné, Maïdy Ankaye, Alao Kasongo, Serge Koto, Morgan Marinne, Gianni La Rocca, Ben Hamidou, Carl Jadot, Olivier Gourmet, Sabine Raskin, Corentin Lahaye, Carmela Nicosia, Alix Toussaint, Dimitri Mouton, Camelia Jawhari, Moli Limet, Henia Missoumi, Alia Perée, Zeyd Sen, Jacques de Pierpont
Regia: Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
Sceneggiatura/Autore: Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
Fotografia: Alain Marcoen
Costumi: Maïra Ramedhan Levi
Produttore: Denis Freyd, Luc Dardenne, Jean-Pierre Dardenne, Delphine Tomson
Produzione: Italia, Belgio, Francia
Genere: Drammatico
Genere:
Durata: 95 minuti

Combattente / 23 Novembre 2016 in Due giorni, una notte

“È una regola che vale in tutto l’universo / chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso / e anche se il mondo può far male / non ho mai smesso di lottare” (canta la Mannoia ma sta a pennello su Sandra!)

Il male minore / 22 Maggio 2016 in Due giorni, una notte

I fratelli Dardenne ruotano ,attorno ad una vicenda (in)usuale, un percorso chiaro: qual’è il male minore tra licenziare ingiustamente una lavoratrice per aumentare il salario degli altri … Il singolo o il complesso? E’ una domanda che, alla fine, ha un chiaro epilogo.
La pellicola regge sempre, soprattutto merito dell’ottima interpretazione della Cotillard che avrebbe potuto vincere magari un premio …

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21 Agosto 2015 in Due giorni, una notte

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Film dall’argomento attualissimo che oltre alla precarietà del lavoro mette in risalto il rapporto tra gli operai della piccola azienda, tra solidarietà, egoismi e lotta tra poveri.
Bellissima la scena finale dove il proprietario alla fine propone a Sandra un reintegro fra un paio di mesi al posto di un collega a cui non verrà rinnovato il contratto perchè ha visto che il lavoro che prima veniva fatto in 17 adesso può essere fatto in 16. La protagonista risponde che non lavorerà al costo del licenziamento di un collega, il proprietario risponde che non verrà licenziato ma non riconfermato. La donna ribadisce che è la stessa cosa, il padrone no, a ribadire la distanza che si crea tra la vita reale (dove essere licenziati o non riconfermati significano che non si prenderà lo stipendio comunque) e il burocratese dietro cui si nascondono i dirigenti in questi casi.
Le etnie di provenienza degli operai sono le più diverse ma il senso di insicurezza profonda accomuna tutti.
Alla fine il film lascia un briciolo di speranza nel sorriso della protagonista, nella consapevolezza di aver fatto tutto il possibile e di essersi comportata con dignità.

Una piccola perplessità sulla scena del tentato suicidio, che nell’economia del film ha un peso assolutamente nullo.
Oltretutto una persona che tenta il suicidio non esce dall’ospedale in giornata senza parlare prima con psicologo e psichiatra. Poi dopo aver mandato giù tutto quello Xanax e una lavanda gastrica non è che si abbia molta forza per andare in giro come fa lei. Probabilmente una scena che si poteva benissimo eliminare.
Credo solo un tentativo di rendere più drammatica la narrazione, a discapito della credibilità.

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4 Marzo 2015 in Due giorni, una notte

Sandra ha perso il lavoro per una scelta aziendale totalmente ingiusta.
Ha un weekend per poter convincere i suoi colleghi a ribellarsi contro questa assurdità. Essi dovranno rifiutare 1000 € di bonus promessi per farla riassumere. Una guerra non facile da vincere.
Un film dove la parola “dignità” è in più riprese destinata a soccombere per poi riemergere.
Lei (Marion Cotillard) è veramente bravissima (oltre che bella…) nel rappresentare questa donna disperata per un qualcosa più grosso di lei.
Si dispera… Lotta… Poi crolla… Ma non si da per vinta…
Una battaglia oltre che contro l’ingiustizia anche contro se stessa e la sua forza di reagire.
Il detto MI PIEGO MA NON MI SPEZZO si sposa perfettamente.
Bello…
Ad maiora!

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22 Febbraio 2015 in Due giorni, una notte

Il film dei Dardenne è il semplice racconto dei due giorni in cui Sandra bussa porta per porta chiedendo ai colleghi di lavoro di salvarle il posto di lavoro piuttosto che votare per un bonus personale. L’idea è piuttosto scarna, ma molto incisiva e ben trattata. La protagonista è interpretata da Marion Cotillard, pallida, con gli occhi spenti, depressa e contratta in ogni singolo muscolo corporeo. La sua performance è talmente buona che senti insieme a lei l’imbarazzo, la vergogna ancor meglio, di elemosinare alle persona la sua stessa salvezza; empaticamente il suo personaggio ha funzionato perfettamente con me, fino al finale difficile, realistico o meno sulla base delle proprie convinzioni. Ci sono stati comunque molto piccoli momenti carini, in cui un semplice sorriso accompagnato da una canzone (colonna sonora essenziale e ben usata) illuminava un film girato sempre sotto il sole estivo, ma molto buio e scenograficamente divisivo, dato che Sandra parla con persone che sono separate da lei anche dal semplice spigolo di un muro. Un film riflessivo e moderno.

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