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Recensione su Detachment - Il distacco

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10 gennaio 2013

Non versavo tante lacrime per un film, da quando, quest’estate, ho visto Stella di Sylvie Verheyde: non ho il pianto facile, ma quando vedo storie in cui la bellezza si corrompe senza motivo… bam!

Il film di Kaye ha qualche difetto, ma prende la coscienza della platea in pugno e porta lo spettatore a domandarsi dolorosamente perché l’innocenza abbia un prezzo tanto alto e come sia possibile proteggerla, per contribuire alla formazione di un individuo consapevole di sé e del suo valore.
Le situazioni ed i personaggi raccontati nella pellicola sono estremi, ma non irreali, ed è questo ciò che mi ha rattristato di più.

Molto buona l’interpretazione di Brody (diciamo che dal punto di vista interpretativo non mi delude quasi mai), bravi anche i coprotagonisti, da Caan alla Liu.
Colonna sonora ridotta all’osso: due sole tracce. Ma vale la pena di ascoltare in loop il brano “Empty” di Ray Lamontagne.

7 commenti

  1. maristella / 4 febbraio 2013

    Stefania, concordo in toto con la tua recensione e brava per aver citato il bellissimo brano Empty 🙂

  2. maristella / 4 febbraio 2013

    anche perché, nota dolente, non si parla mai della musica nei film… Grave errore…

  3. michidark / 11 giugno 2013

    Per una volta concordo con te anche sul voto 😉
    Sami Gayle (Erica) deve essersi studiata la Portman di Leon, me l’ha ricordata moltissimo.

    • Stefania / 11 giugno 2013

      Finora, non ci avevo mai pensato. Ma, riflettendoci sù, non hai affatto torto: i loro personaggi, dopotutto, si somigliano, specie per via dell’infatuazione che vivono nei confronti di un uomo anagraficamente più grande di loro, nel quale vedono un appiglio affettivo altrimenti sconosciuto.
      Grazie per avermi suggerito il parallelismo 😉

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