Recensione su Desperado

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2 febbraio 2013

Il secondo capitolo della trilogia pulp messicana rappresenta un’opera di transizione tra il passato da cineasta indipendente di Rodriguez e il suo futuro fatto di film eccessivi ed esagerati. “Desperado” mantiene infatti alcuni elementi tipici del capitolo precedente: trama semplicissima e quasi inesistente e dialoghi minimali e poverissimi, ma perde in termini di freschezza. Acquista però un cast degno di nota, a partire dal pistolero Banderas, che trova finalmente il suo vero personaggio, continuando con la sensuale Salma Heyek e Steve Buscemi. Il budget superiore permette effetti speciali e scene d’azione di buona qualità, farcite da omaggi al cinema di Hong Kong e di Sergio Leone. Il talento del regista c’è, ed emerge soprattutto in tre grandi sequenze(l’incontro tra Banderas e la Hayek, la barzelletta di Tarantino e l’assedio alla camera da letto) dove il regista mostra inoltre una notevole capacità nell’utilizzo delle musiche. Un film perfezionabile ma godibile lo stesso, che non si prende mai troppo sul serio. 7+

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