Recensione su Departures

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Stronzo, mille volte stronzo. / 23 febbraio 2011 in Departures

Violoncellista sfigato trova lavoro presso saggio giapponese del belino che, attraverso la preparazione delle salme per il loro ultimo viaggio, gli insegnerà i veri valori di sta vita di plastica. Primo insegnamento spirituale: le botte di soldi che gli donerà per fargli accettare il lavoro. Questa la trama.

Film e giornate probabilmente vanno in coppia…
A giornata di merda segue film della stessa materia.
Volevo resistere fino alla fine…ma poi mi sono detto, perchè?
Nulla avrebbe potuto salvare l’inguardabile parte già vista. Quindi si fotta il secondo tempo.
Direi che è il film più insopportabile che abbia visto.
Lo odio.
Usa l’arma della morte per indurti alla commozione.
Sto stronzo.
Gioca a fare il cinico senza però essere mai cattivo.
Da Partito Democratico. Fa il buonista, sto stronzo.
Gioca con la morte per farsi forte, maschera di profondità pensieri leggeri come il cervello della Santanchè.
Sembra scherzare, fare lo scorretto…ma in realtà non lo è mai, semplicemente prova, pateticamnte, ad oscillare fra le corde dell’ironia e quelle della profondità di pensiero. Oscilla, strimpellando una melodia inascoltabile.
Tutto è finto, preparato, cinicamente studiato. Come le scene di vomito senza vomito. Non si vuole far male, è film per tutta la famiglia.
E che si fotta, la famiglia tutta.
Mai dire Banzai, ecco quel che è.
Vi cito solo una delle tante “perle di saggezza” di sta cosa chiamata film:

“Conosco un posto molto carino.
Mi ci porti?
Ti ci porto.
Mici, mici?
Mici, mici!”

Se questo per voi è amore allora aumentate di 9 il mio voto.

Tutto è falso, dagli attori fino ai doppiatori.
L’unico posto dove infilerei sta pellicola è in una parte ben precisa del corpo del regista.
Insieme ad un Tamagotchi.
Ovviamente morto.
A sto stronzo, mille volte stronzo.

11 commenti

  1. ilaska / 23 febbraio 2011

    uhm, questo film ha fatto incazzare dany… quindi non lo vedro’ mai, ma comunque mi ha fatto ridere la pacata recensione!! … e venire in mente dany che si incazza davanti ai film(stronzi)!

  2. Stefania / 24 febbraio 2011

    Tra le righe, dentro, fuori e tutt’intorno 😀

  3. lukadrugo / 24 febbraio 2011

    Da quel che ho potuto capire è un film da vedere e godersi in un giorno di pioggia con il calore del caminetto che ti scalda i piedini… 🙂

  4. Stefania / 24 febbraio 2011

    Ouh, a me è piaciuto decisamente, nonostante convenga con molte delle considerazioni di Dani 😉
    Sarà anche merito delle musiche di Hisaishi, non so, boh! Però, esterofilamente (?) parlando, tutta la tiritera della vestizione dei morti mi ha affascinata.

    • Daniele / 24 febbraio 2011

      Hem…mi sono riletto, dopo aver liberato il pc dalle birre della notte…In effetti, leggendo fra le righe, mi pare di aver esagerato un pò…eppure ero convinto di aver utilizzato sottili metafore…Pensavo fosse chiaro che la parola “stronzo” in realtà rappresentasse l’eterna guerra fra le forze vitali e gli scarti della stessa, uno yin e yang dell’intestino…Hem…Vabbuò, grazie per la pazienza! : )

      • Daniele / 24 febbraio 2011

        E poi perchè le vostre faccine sono gialle e simpatiche mentre le mie escono fuori come negli anni 70? Il mondo mi rema contro. 🙂

  5. Daniele / 24 febbraio 2011

    OUbelin! È gialla pure la mia! Molto bene.

  6. Isabelle Anzalone / 28 febbraio 2017

    Esilarante Daniele, sono d’accordo con te , ma io sono stata generosa e l’ho votato con un sei. Complimenti. 😀

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