2016

La verità negata

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La verità negata
La verità negata

David Irving, storico negazionista, diventa l'oggetto della battaglia legale della professoressa Deborah Lipstadt: accusata di diffamazione, Deborah dovrà addirittura dimostrare l'esistenza dell'Olocausto, pur di scagionarsi.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: Denial
Attori principali: Rachel WeiszTom WilkinsonTimothy SpallAndrew ScottJack LowdenCaren Pistorius, Alex Jennings, Harriet Walter, Mark Gatiss, John Sessions, Nikki Amuka-Bird, Pip Carter, Jackie Clune, Will Attenborough, Max Befort, Daniel Cerqueira, Laurel Lefkow, Elliot Levey, Helen Bradbury, Jacob Krichefski, Abigail Cruttenden, Hilton McRae, Andrea Deck, Lachele Carl, Edward Franklin, Sally Messham, Sean Power, Tom Clarke Hill, Amber Batty, Paul Hunter, Amanda Lawrence, Ziggy Heath, Todd Boyce, Sara Powell, Nicholas Tennant, Jeremy Paxman
Regia: Mick Jackson
Sceneggiatura/Autore: David Hare
Colonna sonora: Howard Shore
Fotografia: Haris Zambarloukos
Costumi: Odile Dicks-Mireaux, Holly Smart
Produttore: Celia Duval, Gary Foster, Guy Heeley, Russ Krasnoff
Produzione: Usa, Gran Bretagna
Genere: Drammatico, Biografico
Durata: 109 minuti

Difendere la verità / 25 Maggio 2017 in La verità negata

Un buon film, con riflessioni non trascurabili sulla coscienza e sul modo migliore di difendere la verità. Ma anche con alcune debolezze, come l’uso di qualche mezzo a buon mercato: per esempio l’avvocato che sembra inizialmente insensibile e freddo e si rivela poi l’eroe della storia.
Giudicare le interpretazioni principali non è facile, visto che abbiamo a che fare con personaggi reali. David Irving è così viscido come lo dipinge Timothy Spall? (Qualcosa mi dice di sì.) E la professoressa Lipstadt è altrettanto impulsiva e un po’ sopra le righe del ritratto che ne dà Rachel Weisz? Non lo so – e conta solo fino a un certo punto. In ogni caso, un film da consigliare.

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No holes, ho Holocaust / 23 Novembre 2016 in La verità negata

Una bellissima sorpresa, un film condotto con grande abilità registica (considerato anche che il regista, Mick Jackson, è lo stesso di Bodyguard con Kevin Costner!) e sorretto dalle splendide interpretazioni di Rachel Weisz, Tom Wilkinson e Timothy Spall, perfetto nel ruolo del professore negazionista. Quest’ultimo credo sia in un ruolo talmente urticante e scomodo che non avranno il coraggio di candidarlo all’Oscar, a scanso di equivoci. Questo professor Irving è un personaggio reale e rappresenta il lato peggiore della teoria negazionista; è uno storico stimato, carismatico, ha una personalità che arrivi perfino a definire simpatica, non ha nulla dello stereotipo neonazista, invece è peggio di una me**a che si appiccica sotto le scarpe.
L’assunto della vicenda giudiziari al centro del film, che in effetti è un puro legal ambientato in aula, è quello di confutare o confermare la presenza dei buchi nel soffitto dai quali i nazisti gettavano lo ziklon-b per gasare i prigionieri (“No holes, no Holocaust”, titolavano i giornali).
Oltre a essere davvero ben fatto, il film di Jackson è una bella spallata allo strisciante antisemitismo e soprattutto al negazionismo storico, tanto più importante perchè la storia che racconta è fortemente ancorata alla verità dei fatti ed è liberata (con estrema difficoltà, chiaramente) da ogni naturale sentimento di rabbia, sgomento, dolore assurdo che deriva all’Olocausto.
Memorabile la sequenza ad Auschwitz – desolata, nebbiosa e vuota – in cui si scontrano la visione coinvolta ed emotiva della professoressa Lipstadt con quella fermamente giuridica dell’avvocato Rampton.

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