Si poteva fare di meglio / 13 Novembre 2016 in Dèmoni

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Lamberto Bava, discepolo di Dario Argento e figlio di Mario, uno dei più grandi maestri dell’horror e non ancora stregato dalle varie Fantaghirò e Desideria, si rivela all’altezza della situazione creando un film che, tutto sommato, coinvolge in un turbine di ansia e orrore lo spettatore, ma alla fine quello che ne viene fuori è un prodotto scialbo, piatto, con i soliti attori che non sanno spiccicare una singola parola(la protagonista è Natascha Hovey, icona degli anni ’80 e ora caduta nel dimenticatoio) e che nel finale scade perfino nel trash più puro(c’è addirittura un elicottero che precipita dentro al cinema).
Gli effetti speciali sono buoni(certo, ai giorni nostri ci fanno sorridere), la colonna sonora dei Goblin come sempre adeguata e, tutto sommato, nella sua ingenuità questo film fa pure a tratti sorridere, ma per avere la pretesa di essere la versione italiana di uno dei più grandi capolavori dell’horror, “Zombi” di George Romero, mi sembra davvero molto poco.
Bava jr è bravo, se la cava bene dietro la macchina da presa, ma non è suo padre, non è il fu Dario Argento e né tantomeno Lucio Fulci.

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