Recensione su Demolition Man

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profezie di Nostrallone / 8 Gennaio 2020 in Demolition Man

Forse la maggior parte di voi conoscerà il titolo per essere uno di quelli più ignoranti della storia del cinema, ma Demolition Man è uno dei film più coatti degli anni ’90 solo in superficie. Certo, per un occhio poco attento il film è una roba di esplosioni, battutine di Sly Stallone che non si sa muovere in un 2032 politicamente corretto dove non si possono dire le “parolacce” e Wesley Snipes cotonato (dando vita qualche anno più tardi a una schiera di bimbi che sulla Play Station 2 facevano biondi i capelli di un certo Carl Johnson di San Andreas. Avanti, chi non lo ha fatto? Eccone uno, eccone un altro) ma rivedendolo oggi… aspè, trama.

trama:
due uomini violentissimi, il malvagio signore del crimine dedito alla cocaina Snipes e il braccio violento della legge Stallone, fanno esplodere un palazzo e vengono ibernati (più giusto dire criopreservati) nel 1996, ma visto che la data sullo yogurt stava per scadere vengono scongelati nell’anno 2032. A loro insaputa la società è cambiata e, incredibile, è pacifica. Riusciranno ad integrarsi? NO!

Demolition Man però è un film d’autore dove vediamo persone che giocano coi touchscreen, in cui le riunioni in ufficio si fanno attraverso videochiamata, i poliziotti vanno in giro con i tablet, in macchina c’è il navigatore e alla radio i pezzi più ascoltati sono dei jingle pubblicitari degli anni che furono (un po’ come quando Techetecheté fa le puntate a tema e i miei si mettono a cantare) praticamente la vita di oggi prevista anni dietro. Tutto quello semplicemente pensato come pericoloso viene messo al bando e il risultato è quello di avere una società dove si vive a lungo, ma di me**a. La carne grassa no, meglio la cucina vegana. Ma fosse solo questo andrebbe pure bene.

In una sequenza Stallone è presentato come un fascista, mena a dei sospettati, non sappiamo se effettivamente siano colpevoli o meno, dura 2.3 secondi e non fai in tempo a realizzare la violenza della polizia. Stacco, 2032. Una società politicamente corretta che però ti infila dei chip sottopelle e allora Stallone sbotta e li accusa di essere dei fascisti. Loro lo multano, perché dire parolacce è illegale, gli danno del troglodita! A Stallone! Capite? A uno che all’epoca aveva fatto tre Rambo non gli dai del troglodita… a meno che tu non voglia mangiare conchigliette sporche. Dicevo, gli danno del troglodita e lui mostra loro cosa sia la libertà: dice talmente tante parolacce che il computer dà error 404 not found. Il 2032 è qualcosa di terribile, si vive a lungo ma che vita è se a uno impedisci perfino di scopare? Al moralismo il film affianca un altro tema, quello della fede cieca nel leader di turno. Presentato come un prodotto per le masse, Demolition Man diluisce i temi sopracitati con qualche frase ad effetto e una serie di combattimenti neanche troppo incredibili fra Snipes e Stallone che si menano come ragazzini delle medie. La mia sequenza preferita comunque è quando entrano in scena i disperati e guidati da una figura cristologica rappresentata dal ribelle delle “fogne” prendono d’assalto il Pizza Hut (a seguito della guerra fra ristoranti ha ottenuto il monopolio del settore gastronomico e si è trasformato in una specie di ristorante di alta classe).

Violento, scorretto, Demolition Man aveva previsto anche il cambiamento del genere action. Di lì a poco si ridurrà a un pegi 13; di lì a poco sarebbe arrivato The Rock.
Dove tutti sono liberi di seguire le regole e quindi nessuno è libero. 6,7 su IMDB. Quasi 6 qui da voi
DonMax

Note
film preferito di Dennis Rodman? Forse

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