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Recensione su Death Note

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Appena mediocre / 30 agosto 2017 in Death Note

Il film in se è abbastanza mediocre ma aldilà di questo noto che come sempre quando si deve criticare un film va molto di moda,probabilmente per darsi un tono, parlare di qualità della fotografia,sonoro,regia. Il tutto trascurando quali siano i reali problemi.
Il principale è la poca la linearità con la trama originale (cosa che comunque sulla carta ci può anche stare se fatta in una derterminata maniera) e la mancanza dell’atmosfera cupa del manga/anime. Ok che gli Stati Uniti non sono il Giappone ,sia per un fatto di usi che per uno puramente culturale, però qui si è troppo tirata la corda per rendere l’opera adatta ad un pubblico adolescenziale occidentale.
Se avessi visto il film a 13/14 anni probabilmente lo avrei apprezzato, ed è qui che ci si può ricollegare al fatto che non vi è nulla(ma proprio nulla) da spartire con l’opera originale ,che invece aveva un taglio decisamente più maturo e adulto riguardo proprio la caratterizzazione dei personaggi.
Non capisco poi il motivo per la quale ci si debba sempre inserire in tutti i film una storia d’amore ridicola e mielosa all’inverosimile(forse per catturare il pubblico femminile?) che oltre a essere irrealistica è pure fastidiosa oltre a rendere il tutto più lento e noioso.
La stessa lentezza invece non la si è usata nella trama dove nella soluzione dell’enigma si fa 1+1 troppo facilmente e con cose troppo casuali.

Capitolo attori a me non sono dispiaciuti ne Lakeith Stanfield ne Shea Whigham (che apprezzai ,nella sua pur breve apparizione, in True Detective). Per quanto riguarda il protagonista Nat Wolff non credo che abbia grosse colpe in quanto il suo personaggio Light Turner è scritto realmente con i piedi e ha poco da spartire con il sociopatico e carismatico Light Yagami.
WIlliam Defoe/Ryuk nì.
Consigliato? No, piuttosto guardatevi i film giapponesi che sono davvero carini.

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