Recensione su Deadpool

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Finally / 27 Febbraio 2016 in Deadpool

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Finalmente è arrivato il momento che aspettavo da anni. Diciamo che le aspettative rovinano sempre tutto (o almeno, secondo la mia esperienza). Sono andata al cinema super eccitata, come se stessi per vedere il film della mia vita, qualcosa che mi avrebbe cambiata per sempre.
Beh, non è accaduto.
Sono una grande fan di Deadpool, penso sia uno degli antieroi per antonomasia, ed uno dei personaggi migliori della Marvel, forse strutturato anche meglio di Captain America – nonostante ciò, difficile paragonarli, perché Cap è l’emblema del supereroe, i due non c’entrano niente l’uno con l’altro.
Ryan Reynolds ha centrato in pieno il personaggio. Credo questa sia la sua migliore prova di recitazione – fino ad ora, almeno, lo consacra definitivamente ad attore di spessore. E lo fa diventare anche uno dei miei attori preferiti, direi, ho sempre avuto una forte simpatia per lui.
La caratterizzazione di Deadpool è perfetta in questo film. E’ lui, è lo stesso personaggio di cui ho letto, lo stesso mercenario folle e chiacchierone. Adorabile, irriverente, promiscuo e aperto.
Forse Reynolds ha davvero qualcosa in comune con Wade, per questo gli è venuto facile interpretarlo. Che posso dire, l’ho trovato adorabile.
Il film però non raggiunge il livello sperato. Non vorrei essere fraintesa, è un ottimo film, con grandi effetti speciali, battute ritmate, una colonna sonora grandiosa e un gran bel montaggio.
La cosa che non mi ha fatta impazzire è la trama – non dico la sceneggiatura, perché le battute erano perfette, in linea con il personaggio, sono riusciti a centrare l’essenza di DP.
Sembra una prova, una demo, per capire se è un prodotto che funziona – e lo è, indubbiamente. Non capisco perché cambiare le radici (visto che non lo fanno nemmeno in modo radicale). Ad esempio, il modo in cui Wade prende il nome di Deadpool, ciò che accade, perché non lasciarci il Dottor Killerbrew insieme a The Attending (ovvero Francis). Lasciano intuire, insomma, chi c’è dietro, ma non è che si viene mai a sapere.
Potevano sviluppare meglio la cosa e forse rendere il villain meno ridicolo – non so, l’attore era nella parte ma, non contando il doppiaggio italiano, mi sembrava davvero poco caratterizzato (la Marvel ci ha abituati a cattivi di spessore).
Capisco che volevano mostrare un Deadpool ‘più adulto’, nonostante siano gli inizi, e per questo non me la sono presa più di tanto.
Per il resto, la storia d’amore è di contorno, in fondo, potevano anche non mettercela, ma commercialmente probabilmente funziona meglio.
Non vedo l’ora di vedere il prossimo DP.

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