Recensione su L'altro delitto

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27 febbraio 2014

Giallo ad alta tensione, perfetto nel suo riproporre elementi ed atmosfere classici del genere e nel raccontare una storia intricata ma perfettamente bilanciata tra colpi di scena ed indizi nascosti ma ben distribuiti.
Un film di dettagli da cogliere e saper declinare, in cui ogni elemento è al servizio della rivelazione finale che arriva a sorpresa ma non imposta dall’alto, bensì emerge da sotto gli strati di polvere degli eventi narrati, dando allo spettatore la sensazione di una verità tanto vicina da poter essere toccata quanto celata se non agli occhi di un attentissimo osservatore.
Sono questi i gialli che preferisco, quelli in cui tutto conduce al colpo di scena finale (che sia uno o una serie concatenati) evitando quei ribaltoni imposti in modo assolutamente esterno e casuale, solo per dare una conclusione ad una storia senza che la stessa sia stata lentamente suggerita e costruita.
La vera bravura sta nel disseminare indizi, dettagli, piccole fiammelle, che, se colte, potrebbero condurre alla verità ma che l’autore e il regista sapranno celare bene, così da rendere la rivelazione sorprendente e al contempo coerente.
Siamo di fronte ad una storia di amore e morte che oltrepassano i confini del tempo, in cui si parla di reincarnazione e di destino, il tutto attraverso personaggi ben caratterizzati e atmosfere molto suggestive.
Bello, davvero.
Branagh è bravo dietro e davanti la macchina da presa e la Thompson è perfetta come sempre.
Colonna sonora da urlo, ottimo utilizzo del passaggio dai colori al bianco e nero e struttura narrativa magistrale, per un film che sarà un piacere per occhi e orecchie degli amanti del genere.

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