Recensione su Un sapore di ruggine e ossa

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La Bestia nel cuore / 11 marzo 2013 in Un sapore di ruggine e ossa

La incontrai la prima volta all’uscita di una discoteca. Era tutta insanguinata, un tizio la importunava. Mi offrii di accompagnarla a casa. Era bella, ma era vestita come una puttana.
Non avrei mai pensato che potessimo diventare amici, amanti, o non so cosa. Io sarò pure un vero buzzurro, un violento, una specie di animale che combatte a mani nude per il solo piacere di farlo, ma, a modo mio, sono una brava persona.
E poi non potevo mica resistere a quegli occhioni, a quello sguardo interrogativo, aperto, che mi rivolgeva sempre la stessa domanda: “Perché?, Perché sono viva? Che senso ha tutto questo?” Lo strano era che lo chiedesse proprio a me.

Una storia d’amore sbilenca, senza fronzoli, senza patetismi, nonostante il rischio, con una trama simile, fosse sempre dietro l’angolo.
Bravo Audiard, era difficile mettere in scena il racconto di Craig Davidson. Era difficile non cadere nel macchiettismo, non banalizzare questo mondo violento, arido, in cui vivono, o sopravvivono, Ali e Stéphanie.
qui la colonna sonora.

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