Recensione su Un sapore di ruggine e ossa

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29 marzo 2013

L’ultimo lungometraggio di Jacques Audiard è una esplorazione chiaroscura della vita di due protagonisti fortemente caratterizzati. Alì è l’immaturo padre dedito alle attività illegali per guadagnare qualcosa e sfogare quelli che sembrano impulsi fortissimi, sesso e cibo. Stephanie è una addestratrice di orche che perde le gambe per causa loro, riuscendo però a mantenersi forte e genuina. I loro destini si incrociano e quello che nasce è una storia sessuale e dopo sentimentale,, dove l’uno si appoggia all’altra. Senza mai scadere nel melenso, ma anzi, proponendo immagini crude e relazioni interpersonali dal sapore animale, con poche parole ma d’effetto il film procede spedito, appoggiando a due attori protagonisti, cioè Marion Cotillard e Matthias Schoenaerts, bravissimi, specialmente lei, capace di esprimere molto solo con piccoli movimenti della bocca. Sul serio stupende alcune scene, come quella in cui Stephanie riprende i movimenti da addestratrice, ormai sulla sedia a rotelle, sulle note di una “Firework” di Katy Perry che stranamente non stona, per poi recarsi al parco marino e interagire, meravigliosamente, con un’orca. Una fotografia bellissima, tutta sul giocata sulle ombre e i chiaroscuri, un’azzeccata OST di Desplat e una regia elegante, rendono “De rouille et d’os” un film semplicemente bello.

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