Un sapore di ruggine e ossa

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Un sapore di ruggine e ossa

Ali deve improvvisamente occuparsi da solo del proprio figlio di cinque anni: parte per Antibes e trova accoglienza presso sua sorella. Nella cittadina, trova lavoro come buttafuori in una discoteca. Qui, conosce Stephane, addestratrice di orche.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: De rouille et d'os
Attori principali: Marion CotillardMatthias SchoenaertsBouli LannersCéline SalletteCorinne MasieroMourad Frarema, Jean-Michel Correia, Armand Verdure, Yannick Choirat, Fred Menut, Duncan Versteegh, Katia Chaperon, Catherine Fa, Françoise Michaud, Irina Coito, Yvon L'Allain, Fabien Baïardi
Regia: Jacques Audiard
Sceneggiatura/Autore: Jacques Audiard, Thomas Bidegain
Colonna sonora: Alexandre Desplat
Fotografia: Stéphane Fontaine
Costumi: Virginie Montel, Isabelle Pannetier
Produttore: Jacques Audiard, Pascal Caucheteux, Martine Cassinelli, Alix Raynaud
Produzione: Francia, Belgio
Genere: Drammatico
Durata: 123 minuti

E vabbè, ma lei non vale / 25 Agosto 2015 in Un sapore di ruggine e ossa

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Non ero andato a vedere questo film terrorizzato dall’effetto scafandro-e-farfalla del trailer. Tremo ancora al pensiero, temevo il film francese straziante. Ma non lo è, solo. In principio Alì se la gira, mortazzo di fame, col figlioletto appeso addosso. Trova una stabilità a casa della sorella, e lavoro come buttafuori. Conosce una troppo fica (e grazie, è Marion Cotillard), che tipo fa gli spettacoli con le orche all’acquafan. Le orche le mozzano le gambe (orca golosa!), disperazione di lei che si chiude in casa. A lui parte a questo punto il samaritanesimo ignorante, mentre poteva starsene a scopare la porcellissima e gnocca istruttrice di fit della palestra – che dai titoli di coda si scopre chiamarsi Irene Coito, maddai! Se la piglia sulle spalle e la porta in spiaggia al mare, rinascita e battesimo, lei rivede la vita. Andando in acqua mostra due superpere imbarazzanti. Lui intanto non perde occasione per mostrarsi dumb, o con, lavora nella sicurezza e intanto partecipa a clandestini incontri organizzati dagli zingari nei peggio pollai di periferia. Ne da più di quelle che prende. E ha questo dono speciale, gli telefonano tutti mentre scopa, perché è stupido e semplice, e se le fa tutte, lei compresa. Quando stanno per scopare senza amore: “faut que tu arrete de parler maintenant”. E stai un po’ zitta! Per riscaldarsi prima dei combattimenti da delle testate contro pezzi a caso della macchina. Intanto a lei vengono fornite protesi elettroniche piuttosto eleganti, e diventa la sua manager, con bastone e ciber-gambe diventa un personaggio di spicco del mondo dei combattimenti. Con tutto ciò la piega definitiva al racconto è determinata non da casini conseguenti i combattimenti, nono, ma per il lavoro seminormale. Dopo due ore e cinquantatre minuti ed essersi spezzato le mani prendendo a pugni un lago di ghiaccio, finalmente lui dichiara di aver bisogno di lei. Sì però stai zitta. C’è tanta roba oltre allo straziante, e l’incuranza incosciente di lui nell’affrontare i problemi è verosimile quanto cieca, sintomo di una vita vissuta sul momento che è del tutto verosimile. E c’è tanta sceneggiatura dietro, che permette un intreccio di storie e solitudini e disperazioni non banale pur legittimando in ogni personaggio la sua propria normalità. I ruoli si ribaltano spesso, chi era forte diventa debole e poi viceversa e poi ancora, il succo essendo che i vincoli e lacci con l’altro da sé sono a volte un peso ma quel che salva in fondo ognuno.
Cinici e riusciti gli effetti speciali per togliere le gambe alla Cotillard. E comunque c’era la RTBF anche qui! Oltre a esserci dentro la casa di produzione dei Dardennes e lui, Alì/Alain, è belga. Si vedeva?

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19 Dicembre 2013 in Un sapore di ruggine e ossa

la fotografia è egregia, gli interpreti bravissimi, gli effetti speciali credibili, la musica azzeccata, la storia trattata senza i sentimentalismi tipici del genere. e però, siccome nonostante tutti questi indiscutibili pregi non è che m’abbia colpita più di tanto, dò a questo film un 7 rosicato solo perchè, appunto, i meriti non si discutono.

29 Marzo 2013 in Un sapore di ruggine e ossa

L’ultimo lungometraggio di Jacques Audiard è una esplorazione chiaroscura della vita di due protagonisti fortemente caratterizzati. Alì è l’immaturo padre dedito alle attività illegali per guadagnare qualcosa e sfogare quelli che sembrano impulsi fortissimi, sesso e cibo. Stephanie è una addestratrice di orche che perde le gambe per causa loro, riuscendo però a mantenersi forte e genuina. I loro destini si incrociano e quello che nasce è una storia sessuale e dopo sentimentale,, dove l’uno si appoggia all’altra. Senza mai scadere nel melenso, ma anzi, proponendo immagini crude e relazioni interpersonali dal sapore animale, con poche parole ma d’effetto il film procede spedito, appoggiando a due attori protagonisti, cioè Marion Cotillard e Matthias Schoenaerts, bravissimi, specialmente lei, capace di esprimere molto solo con piccoli movimenti della bocca. Sul serio stupende alcune scene, come quella in cui Stephanie riprende i movimenti da addestratrice, ormai sulla sedia a rotelle, sulle note di una “Firework” di Katy Perry che stranamente non stona, per poi recarsi al parco marino e interagire, meravigliosamente, con un’orca. Una fotografia bellissima, tutta sul giocata sulle ombre e i chiaroscuri, un’azzeccata OST di Desplat e una regia elegante, rendono “De rouille et d’os” un film semplicemente bello.

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La Bestia nel cuore / 11 Marzo 2013 in Un sapore di ruggine e ossa

La incontrai la prima volta all’uscita di una discoteca. Era tutta insanguinata, un tizio la importunava. Mi offrii di accompagnarla a casa. Era bella, ma era vestita come una puttana.
Non avrei mai pensato che potessimo diventare amici, amanti, o non so cosa. Io sarò pure un vero buzzurro, un violento, una specie di animale che combatte a mani nude per il solo piacere di farlo, ma, a modo mio, sono una brava persona.
E poi non potevo mica resistere a quegli occhioni, a quello sguardo interrogativo, aperto, che mi rivolgeva sempre la stessa domanda: “Perché?, Perché sono viva? Che senso ha tutto questo?” Lo strano era che lo chiedesse proprio a me.

Una storia d’amore sbilenca, senza fronzoli, senza patetismi, nonostante il rischio, con una trama simile, fosse sempre dietro l’angolo.
Bravo Audiard, era difficile mettere in scena il racconto di Craig Davidson. Era difficile non cadere nel macchiettismo, non banalizzare questo mondo violento, arido, in cui vivono, o sopravvivono, Ali e Stéphanie.
qui la colonna sonora.

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Il sangue e le ossa / 5 Marzo 2013 in Un sapore di ruggine e ossa

“Un sapore di ruggine e ossa” è uno di quei film francesi che si presentano come eccezioni. Eccezionali eccezioni.
Due attori bravi, affiatati, che comprendono i propri bisogni e si danno i propri spazi, lasciandosi, riprendendosi e poi rilasciandosi a intervalli regolare per tutta la durata del film. Una pellicola ben costruita, molto ben fatta.
Da vedere

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