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Recensione su Tutti i battiti del mio cuore

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Cuore di tenebra / 18 febbraio 2014 in Tutti i battiti del mio cuore

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Quello di Thom è un personaggio difficile e complesso: egli è torbido, poco lineare, ambiguo. Le sue relazioni interpersonali sono dissimulate, fisiche, materiali, letteralmente nervose: prima, cela il sentimento per la moglie del collega e, poi, pur dicendo di amarla, ha un rapporto, pur fugace, con la ragazza del boss; controlla a fatica i sentimenti contrastanti nei confronti del padre; non è in grado di riscattare sé stesso dal controllo fisico e psicologico che esercitano su di lui i colleghi; ecc. Ciò si riflette sulla sua abilità al pianoforte, limitata nel momento topico.

Le immagini conclusive, in cui la sua natura duale è meravigliosamente rappresentata dall’aspetto delle mani (inutili, perché non non sono in grado di esprimere né il suo senso dell’arte, né sono state in grado di concretizzare il suo folle desiderio di vendetta) che, insanguinate e ferite, mimano passaggi al pianoforte, sono tra le più azzeccate del film.

Brevissima apparizione per una giovane Mélanie Laurent.

Nota personale: il titolo italiano è un obbrobrio. Che te lo dico a fare, oltre a richiamare una commedia adolescenziale, snatura il senso del titolo francese originale, ispirato ad un passaggio di una canzone di Jacques Dutronc che colgo l’occasione di farvi ascoltare: http://bit.ly/2rA6xIU
(non a caso, nota di merito per il bel commento musicale di Desplat e per la colonna sonora)

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