Recensione su Apes Revolution - Il pianeta delle scimmie

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Apes Involution / 3 agosto 2014 in Apes Revolution - Il pianeta delle scimmie

“Apes Revolution” è il sequel del prequel (“L’alba del pianeta delle scimmie”) del film “Planet of the Apes” del 2001, un remake, anzi un “refake”, dell’omonimo film di fantascienza del ’68 con Charlton Heston, a sua volta ripreso dal romanzo di Pierre Boulle. Solo questa complessa rete di “parentela cinematografica” potrebbe essere un buon motivo per denigrare “Apes Revolution”, ma sarebbe un grande errore. Questo film merita di essere visto.
Dopo “L’alba del pianeta delle scimmie” (un film senza infamia e senza lode, ma che andrebbe visto per capire meglio il sequel), il mio timore più grande era trovarmi davanti all’ennesimo film incentrato su una netta distinzione tra buoni e cattivi, un film in stile “Avatar” tanto per intenderci. Fortunatamente qui non esistono il “popolo buono” delle scimmie e il “popolo cattivo” degli umani.
Le scimmie, diventate estremamente intelligenti dopo la sperimentazione del farmaco T-113 condotta dagli uomini anni prima, si sono evolute rapidamente; mentre gli umani, decimati a causa degli effetti nocivi dello stesso farmaco, sopravvivono in un mondo in cui non sono più la specie dominante. Ad eccezione di pochi individui illuminati come Cesare, il capo delle scimmie, e Malcolm, uno dei leader della colonia umana rimasta a San Francisco, i due popoli sono animati solamente dalla paura e dall’odio reciproci. I nobili sentimenti di entrambi sono annichiliti da istinti primitivi superiori che porteranno inevitabilmente alla guerra.
Se non avete mai letto il libro, né visto alcun film della “saga scimmiesca”, vi consiglio comunque di andare al cinema a vedere “Apes Revolution” perché è sicuramente un film ricco di spunti di riflessione. Se, come me, avete amato il vecchio “Il pianeta della scimmie”, non rimarrete delusi da questo nuovo film, migliore di gran lunga rispetto al prequel e al remake del 2001 con Mark Wahlberg.
Certo, un confronto è improponibile, non tanto per le abissali differenze nella trama, quanto per il contesto storico in cui i due film sono stati creati: il fascino dei primi viaggi spaziali o l’angoscia per una possibile guerra atomica erano temi che avevano un senso solo nella versione degli anni Sessanta. Nella versione moderna ci dobbiamo accontentare del classico virus da film dell’orrore che, invece di trasformare gli esseri umani in mostri, trasformerà le scimmie in esseri umani. Tutti quelli che vedranno questo film, dal fan della saga al semplice spettatore, alla fine desidereranno la stessa cosa: il ritorno dei dinosauri.

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