Recensione su Das finstere Tal

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25 ottobre 2014

Questo film è la proposta austriaca per gli 87° premi Oscar nella categoria “Miglior film straniero”. E’ uno dei pochi western – se così si possono chiamare – ambientati in Europa e la cosa genera senza dubbio una certa curiosità. Nell’internet ho letto vare recensioni, di stampo opposto. Chi lo reputa una noia e chi pensa sia fatto benissimo. Personalmente mi schiero con la prima categoria, pur non bocciandolo totalmente. La storia fatica ad ingranare e la prima ora poteva essere probabilmente condensata. Successivamente si riprende un po’, per poi assumere un ritmo accelerato nel finale, ma credo sia un po’ troppo tardi.
E’ la classica vicenda di uno straniero che arriva in paese, solo che questa volta le montagne innevate non sono quelle del Colorado, ma le Alpi. Per il resto, le differenze con un qualsiasi western sono minime. Ho trovato i paesaggi particolarmente gradevoli da vedere e l’ambientazione particolare dà un tocco in più.
Il terreno innevato mi ha rimandato a “Il grande Silenzio” e in generale alcune scelte stilistiche mi sono parse à-la-Corbucci. Non mancano scene di crudeltà e di sangue, che tanto richiamano gli spaghetti western (o gli euro-western) degli anni ’70.
Personalmente non me la sento di consigliarlo, al di là del fatto che è senza dubbio una curiosità, quasi un segno di revival del western europeo (si vedano “Gold” e “The Salvation”) dopo tanta stagnazione. Certo, se siete appassionati del genere, potreste raccogliere le forze per resistere all’impatto della prima ora stagnante.
Potrei venire clamorosamente smentito, ma trovo la scalata all’Oscar di questo film estremamente ardua.

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