?>Recensione | Darling | “Because if it’s not love...
  •    |    
  •    |    
  •    |    
  •    |    
  •    |    
  • “Because if it’s not love then it’s the bomb that will bring us together”

Recensione su Darling

/ 19667.05 voti

“Because if it’s not love then it’s the bomb that will bring us together” / 24 settembre 2011 in Darling

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Il film funziona soltanto come celebrazione (estetica) della grazia maliziosa e sbarazzina (ma anche vagamente mascolina) di Julie Christie (spesso inquadrata con i capelli deliziosamente spettinati) e come rappresentazione della insuperabile (ed insopportabile) insoddisfazione esistenziale che affligge Diana (e tutte quelle come lei), la povera ragazza ricca (all’inizio modella di spot pubblicitari, poi “Miss Felicità”, infine principessa sposa di un nobile italiano) interpretata proprio dalla Christie.
Per il resto Schlesinger ha fatto certamente di meglio: la critica allo show business, per quanto pungente, viene percepita come una stilettata inferta a casaccio ad un infelice stereotipo, mentre il tentativo di inserire nel film riflessioni filosofiche si riduce ad una manciata di frasi retoriche e fuori luogo.
Per qualche verso mi ha ricordato il meno ambizioso, ma certamente più riuscito, “Io la conoscevo bene”, dell’italiano Pietrangeli (uscito lo stesso anno), e, in parte, anche il precedente “Colazione da Tiffany”; in fondo tutti e tre portavano sullo schermo un preciso tipo di donna (benché, forse, il termine donna stoni in relazione ai tre personaggi in questione), quella che, negli anni della rivoluzione (e liberazione) sessuale, tendeva, malauguratamente, a scambiare una semplice relazione di letto per una, rinnovata, promessa d’amore.

3 commenti

  1. signormario / 19 novembre 2011

    Sei stata un po’ dura, a mio parere, pur essendo ineccepibili le tue considerazioni. Ci sono anche molti altri aspetti del film che meriterebbero di essere valorizzati, come la regia assolutamente straordinaria, che mi ha ricordato il tocco di Mike Nichols ne Il Laureato (la macchina da presa si muove fluttuante negli interni come fosse in una prateria sterminata), la fotografia nitida ed elegantissima, una buona introspezione di Diana, protagonista capricciosa che va per bastonare la vita e viene bastonata. Mi è piaciuto molto.

  2. bigmouth / 19 novembre 2011

    E’ vero, riconosco di essere stata piuttosto ingenerosa nel giudizio; a mia “difesa” posso dire che non ha giovato affatto il confronto con il bellissimo “Billy liar”, il quale ha creato in me aspettative davvero molto alte nei confronti di Schlesinger (senza contare che, nell’ambito del free cinema, ci sono pellicole molto più riuscite di questa).

  3. Stefania / 21 giugno 2016

    Scorrendo una breve lista dedicata al free cinema trovata in Rete, mi rendo conto che, a parte questo di Schlesinger, non ho visto nessun altro film di quella corrente (anche se è da tempo che vorrei vedere Modesty Blaise di Lasey e Via dalla pazza folla di Schlesinger, per esempio): evidentemente, devo recuperare, oimemì!

Lascia un commento

jfb_p_buttontext