Recensione su L'ora più buia

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Churchill fuori dalla retorica / 28 Dicembre 2018 in L'ora più buia

Un Winston Churchill lontano dall’immagine monumentale comune, mostrato talvolta impietosamente in tutte le sue debolezze, dalle tendenze etiliche a un’incipiente senilità, dalle gaffe alla retorica ispirata ma pronunciata con tono monocorde. Un ritratto originale, dunque, ma guastato dalle troppe libertà che il film si prende con la verità storica, come l’episodio grottesco – e completamente inventato – del viaggio in metropolitana, o la sottovalutazione del ruolo dei laburisti di Clement Attlee nella ferrea opposizione a ogni ipotesi di compromesso con la Germania. Non troppo convincenti neanche i duetti tra il burbero primo ministro e l’ingenua segretaria.

Spettacolare l’interpretazione di Gary Oldman, trasformato anche fisicamente, da gustare rigorosamente nell’originale. Apprezzabile anche Ben Mendelsohn nel ruolo di un Giorgio VI impacciato e impettito ma pieno di buone intenzioni.

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