Recensione su Dark Shadows

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recensione Dark Shadows / 3 Giugno 2012 in Dark Shadows

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Oggi cominciamo con una citazione : <>, <> citazione by due tizi dietro di me…Ah povero me… con l’età che avanza sto diventando sempre più intollerante verso certe cose, quindi probabilmente la colpa è la mia, del resto il mio amico Salvatore mi ha detto: <> come hai ragione… il problema è che ultimamente neanche Tim Burton sa chi è TIM BURTON!

Quindi, si: è la storia di un vampiro che si risveglia negli anni 70. Precedentemente Barnabas Collins era un uomo (ma va…) che se l’è fatta (in tutti i sensi..) con la tizia sbagliata! Ossia una strega, follemente innamorata di lui tanto da maledirlo (“a te e tutta la tua famiglia!”), facendolo diventare un vampiro, dopo essere stata rifiutata in quanto il buon Barnabas si è promesso ad una altra: il suo vero amore Joesette.Quindi Angelique, la strega, guida contro Barnabas tutto il paese, la più classica delle folle con forconi e fiaccole, ed il vampiro viene rinchiuso in una cassa e sotterrato per quasi 200 anni. Poi arrivano le multinazionali e Barnabas viene liberato… negli anni 70 appunto, ed avrà a che fare con i suoi parenti e con una vecchia conoscenza…

Ogni scena richiama il cinema di Tim Burton, c’è il classico albero storto, c’è la vecchia inghilterra di Sweeny Tood, il campo di zucche di Nightmare Before Christmas, il fantasma tipo La sposa Cadavere e tante tante altre citazioni in un omaggio a se stesso. Non fraintendetemi a me va benissimo perchè sono un fan del suo cinema quindi è quello che mi aspettavo, chi non bada a queste cose neanche ci farà caso quindi in conclusione: tutto ok.Per quanto riguarda la regia nulla da dire, anzi funziona tutto alla perfezione con delle inquadrature veramente meravigliose da vero cinema d’autore come solo un maestro poteva fare, con molti richiami alla serie degli anni 60-70 da cui è tratto il film (basta andare su youtube). Ad aiutare il tutto sono le location e la fotografia e i meravigliosi colori che accostano i classici temi gotici burtoniani e i coloratissimi anni 70. In effetti cosa abbastanza difficile da abbinare però funziona e rende il tutto molto gradevole. Anche la prova degli attori non è niente male, più o meno tutti bravi in primis Jhonny Deep a cui non si può dire alcunchè. Personalmente credo che fare film del genere per Deep sia come preparare un caffè per noi poveri mortali… restando in tema…

Passiamo alle cose che non funzionano. Come dicevo il film è tratto da una serie televisiva di fine anni sessanta, ora chiaramente una cosa è dividere una trama (e relative sottotrame) in più puntate e quindi dando tempo al tempo, spiegare il tutto con la dovuta cura e dare importanza a tutti i personaggi, compresi quelli secondari. Bene, cercate di fare entrare tutto questo in un film di circa due ore. Non è possibile. Infatti il più grande difetto di questo film è la sceneggiatura, un minestrone esagerato di eventi che si susseguono e (soprattutto nel finale) collidono tra di loro ed in più personaggi appena accennati ed alcune scene un pò troppo lente.A risollevare, parte, di questi problemi è la componente umoristica che tutto sommato funziona e diverte il giusto.Il mio giudizio è che Tim Burton deve avere difficoltà ad adattare trame dato che i suoi film peggiori (Alice, Il pianeta delle scimmie…) sono tutti tratti da questo o quello e quindi guardo con speranza al futuro dato che un film originale sarà in uscita: Frankenweenie. Certo Dark Shadows era un buona occasione per riprendersi. Peccato.

Concludendo: un film entertainment che si può guardare (anche un paio di volte) ma che non va aldilà di questo, i capolavori Burtoniani sono ben lontani. Provaci ancora, Tim! In fondo credo ancora in te.

Voto 7 non riesco a dargli di meno… sono un sentimentale…

Ps. La “signora” Cooper è memorabile!

1 commento

  1. sono d’accordo. questo film poteva essere l’ideale per un ritorno di burton a storie non troppo pretenziose e atmosfere a lui congeniali; rma se la prima parte funziona (se escludiamo il noioso incipit iper-descrittivo), nella seconda si perde nel tentativo di voler spiegare nei minimi particolari. alla fine tutto torna, ma il pubblico si annoia, l’estetica si affievolisce e, soprattutto, burton mostra i suoi limiti nel dirigere scene di azione.

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