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Recensione su Dark Shadows

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E ci proviamo / 23 gennaio 2013 in Dark Shadows

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Dark Shadows film del 2012 ispirato alla soap degli anni 60 di Dan Curtis e andata in onda sulla ABC.
Il film che vede il papà di Edward mani di forbice a dirigere il soggetto di Seth Grahame-Smith, si presenta con un cast al femminile di tutto rispetto: ad affiancare tra i tanti nomi, l’ormai consacrato pupillo di Burton, Johnny Depp, troviamo Eva Green, Michelle Pfeiffer, Chloë Moretz e l’ormai immancabile Helena Bonham Carter.
Ma forse vi interesserà sapere anche qualche stralcio sulla trama vero?
Siamo nel 1760, e la famiglia Collins lascia l’Inghilterra diretta negli Stati Uniti, dove ben presto metteranno su un vero e proprio impero commerciale con tanto di cittadina recante il loro nome (Collinsport).
Passano gli anni e Barnabas(Depp) , l’unico figlio dei coniugi Collins, morti in “misteriose” circostanze, è divenuto un ricco e attraente uomo d’affari, che non esiterà a sollazzarsi con l’avvenente serva della famiglia: Angelique (Eva Green), pessima scelta però. La cara Angelique si rivelerà essere una potente strega innamorata follemente di Barnabas, che però è già a sua volta innamorato di Josette, che presto diventerà la sua fidanzata. Angie non prenderà bene il tutto, e non esiterà a mettere in moto i suoi arcani talenti, facendo prima suicidare la povera Josette e trasformando poi Barnabas in un vampiro. Ma la simpatica streghetta non si ferma qui, ormai convinta che Barnabas non ricambierà il suo amore, decide di aizzare l’intera cittadina contro di lui rivelando la sua mostruosa natura di vampiro. Lo fa rinchiudere in una bara per poi farlo seppellire “vivo”, per quanto un vampiro possa esserlo.
Altri anni passano, quasi duecento. Siamo nel 1972 e durante dei lavori Barnabas viene accidentalmente liberato dal suo sepolcro. Come prima cosa si recherà a Collinwood, la magione fatta costruire dalla sua famiglia, qui vi troverà quel che resta della sua discendenza e della servitù, ormai solo più un’ombra di quanto erano in passato, lui stesso si offrirà di riportarla all’antico splendore, ma le sorprese non mancheranno, in casa sarà casualmente presente un’istitutrice col medesimo aspetto della sua amata Josette, e ben presto farà la sua comparsa anche Angelique, anche lei sopravvissuta al tempo, e ormai divenuta una potente e ricca donna d’affari.

“Perché l’ho fatto?”
deve almeno in parte, esserselo detto il caro vecchio Tim dando uno sguardo ai suoi ultimi film. Dark Shadows altri non è che il tentativo di ritornare sui suoi passi, quelli delle sue vecchie glorie, siamo ancora lontani ma l’impegno c’è tutto e si vede, lo ammetto, io stesso ero convinto di trovarmi di fronte all’ennesima puttanata che tanto appaga bambinetti esaltati che sono passati dal non aver mai visto nulla di Burton all’aver reputato Edward mani di forbice il loro film preferito e il suo creatore il regista della loro vita, il tutto in una settimana magari, invece per fortuna no. Il film diverte, e riesce a tenere incollati senza annoiare. Non si segue una vera e propria direzione, più volte si passa da scene che strizzano l’occhio a veri e propri film horror ad altre che fanno piacevolmente sorridere, ma è forse proprio grazie a questo, complice un Depp che è ormai una garanzia, una Michelle Pfeiffer che di certo non è una Manuela Arcuri qualsiasi, una spettacolare Eva Green e una Chloe Moretz che cresce di certo bene e che dimostra sempre più di cavarsela sul set, che il film risulta un piacevole intrattenimento, e un motivo in più per dare un’altra occasione a un Tim che sta evidentemente cercando di ritrovarsi. Si storce un po’ il naso per un Elfman che passa pressocchè inosservato(ed ecco un altro “perché?”), ma ci si consola subito con una meravigliosa colonna sonora composta da brani puramente settantiani.
Non un capolavoro e di certo non il miglior film di Burton, ma funziona comunque, e si lascia guardare più che volentieri, e poi c’è Alice Cooper che si esibisce con tanto di camicia di forza, mica pizza e fichi.

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