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Recensione su Dark Shadows

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9 luglio 2014

Un Tim Burton che si fa caricatura di se stesso in questo recente film che sicuramente non passerà alla storia come uno dei suoi migliori.
Il regista attinge a piene mani dal suo repertorio, Beetlejuice e Sleepy Hollow in primis, con l’aggiunta della tematica vampiresca.
Ma mentre Beetlejuice aveva la folle originalità dell’immaturità (registica) e Sleepy Hollow una connotazione dark ben definita, questo Dark Shadows non appassiona se non per la colonna sonora, per l’estetica à la Burton (che si fa piacere anche quando i contenuti scarseggiano), e per alcune scene ben riuscite, come la violenta copula, Matrix-style, tra Barnabas e Angelique.
Depp fa del suo meglio in un ruolo scialbo ma a cui si debbono i migliori momenti comici della pellicola, sempre per situazioni legate alla “resurrezione” dopo due secoli: il linguaggio settecentesco adottato nei dialoghi con i teenagers, piuttosto che le astruse descrizioni di oggetti della modernità.

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