Recensione su Dark Shadows

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6 Giugno 2013

Nel XIII secolo Barnabas Collins è vittima di un incantesimo di Anglique Bouchard, reo di essersi perdutamente innamorato della dolce Josette, che lo trasforma in un vampiro e, imprigionato nella sua bara, si risveglierà nel 1972, ospite della sua strampalata famiglia di predecessori (che non ha nulla da invidiare alla famiglia Addams), nella sua dimora.

Come poteva Tim Burton non cedere al fascino del vampiri? Lasciamo da parte le pellicole vampiresche smielate e adolescenziali, ma lasciamo anche perdere il gusto a volte troppo gothic del regista: questo film è un concentrato di colori, stramberie, ironia e personaggi apparentemente così diversi, ma davvero così simili, pieni di difetti, paranoie e vizi.

E’ un pò di anni che Burton sta cercando di staccarsi da Tim Burton, a volte con risultati banali (vedi Alice in wonderland), restando fedele al suo genere ma aggiungendo alla sua pozione magica elementi stimolanti che catturano, in questo caso l’incontro tra epoche completamente diverse condito con una sana e giusta dose di ironia.

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