Nella casa

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Nella casa

Claude Garcia è uno studente molto dotato in tutte le materie ed ha un talento innato per la scrittura. Leggendo un suo tema, il professore Germain rimane colpito dalle sue capacità e lo incoraggia nel suo proposito di descrivere, dall'interno, la vita della famiglia di un suo compagno di classe. Una famiglia normale, senza problemi e apparentemente felice. Ma l'intrusione di Claude nell'intimità della famiglia potrebbe incrinarne la stabilità.
lithops ha scritto questa trama

Titolo Originale: Dans la maison
Attori principali: Fabrice LuchiniKristin Scott ThomasErnst UmhauerEmmanuelle SeignerBastien UghettoDenis Ménochet, Jean-François Balmer, Fabrice Colson, Diana Stewart, Stéphanie Campion, Yolande Moreau, Catherine Davenier, Vincent Schmitt, Jacques Bosc, Stéphanie Campion, Diana Stewart
Regia: François Ozon
Sceneggiatura/Autore: François Ozon
Colonna sonora: Philippe Rombi
Costumi: Pascaline Chavanne
Produttore: Claudie Ossard, Eric Altmayer, Nicolas Altmayer
Produzione: Francia
Genere: Drammatico, Commedia
Durata: 105 minuti

Una buona idea, ma un’esecuzione carente / 3 Novembre 2016 in Nella casa

Una buona idea, ma un’esecuzione carente. Negli occhi di Claude si rispecchia la mediocrità piccolo-borghese della famiglia di cui fantastica di entrare a far parte, i Rapha, ma anche dei suoi lettori, i Germain. Il giovane narratore, da parte sua, rimane però una figura indefinita, un testimone astratto. Indoviniamo che il suo ambiente di provenienza è assai più modesto e travagliato, ma solo una breve scena, verso la fine del film, ce lo mostra. Non c’è dunque un percorso di rivelazione e di crescita; la sceneggiatura accorda invece a Claude un improbabile ruolo di seduttore o aspirante seduttore – e la commistione di realtà e fantasia della trama rende per di più difficile capire cosa avvenga realmente.

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Film nel film / 12 Ottobre 2016 in Nella casa

Germain è un professore annoiato dalla banalità dei suoi studenti.
Con suo grande stupore legge un tema scritta da Claude Garcia, studente molto dotato in diverse materie, e ne rimane attratto pure perché la modalità con cui è scritto lo affascina.
Da qui nasce un rapporto molto più che semplice docente/studente. Una sorta di storia a puntate in cui Germain non riesce più a staccarsi fino a non comprendere più la realtà dalla fantasia. Una vera dipendenza.
Un film nel film.
Ed è proprio questo aspetto che ho più apprezzato; infatti la scena finale è parlante. I due che vedono due donne parlare in un balcone e ognuno interpreta a suo modo il dialogo tra loro.
Come gli stati d’animo possono farci vedere una scena in maniera totalmente diversa.
Questa particolarità (film nel film) è molto presente in me, forse anche troppo ahimè…, ed è per questo NELLA CASA non mi è dispiaciuto affatto.
Dialoghi interessanti e anche divertenti, per nulla banali.
Un film che fa riflettere e pensare…
Per fortuna… Mai smettere…
Ad maiora!

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I versi atomici / 14 Aprile 2016 in Nella casa

Lezioni di sceneggiatura (davvero nel senso didattico del termine, seppure dentro la magia del racconto) attraverso la storia di una ossessione; non quella dell’ambiguo ragazzo interpretato dall’apollineo inquietante Ernst Umhauer, ma quella del suo professore (un grande Luchini, affiancato da una strepitosa Kristin Scott Thomas) che vuole morbosamente vedere “come va a finire”, in altre parole l’ossessione dello spettatore/lettore attraverso l’ ulteriore riproposizione di un tema caro ad Ozon, quello del voyeurismo.
Un film voluttuosamente avvinghiante con palesi richiami al cinema di Woody Allen (con tanto di citazione esplicita nella locandina di Match Point), dalla tessitura psicanalitica dei dialoghi agli innesti di metacinema.
Diversi riferimenti alla demenzialità di certa nuova pedagogia scolastica (il ritorno all’uniforme, la soppressione della penna rossa perchè troppo ansiogena, l’ipocrisia della nuova terminologia che vuole “apprendenti” anzichè allievi…), il solito capriccio ozoniano sulla relazione omoerotica e una visione cinica da letterato sullo squallore della mentalità piccolo borghese: “Non c’è un grammo di poesia in questa casa, tu ti presenti con dei versi, delle metafore… è come se sganciassi una bomba atomica”. Un grande film, disincantato e feroce, sottilmente perverso.

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18 Settembre 2015 in Nella casa

Come in altri suoi film che ho visto, Ozon dimostra una capacità quasi barocca di modellazione della storia, del personaggio, dell’immagine: non si tratta solo di raccontare una storia né di rendere un film esclusivamente artistico, si tratta piuttosto (a mio parere) di un blending molto equilibrato che appaga l’occhio (e l’orecchio e gli altri sensi) e al contempo mantiene alta l’attenzione per gli eventi. Ed è tutto sommato il nodo cruciale della trama: l’autore e la genesi di un’opera. Il Claude voyeur che vediamo sullo schermo è semplicemente un eidolon di Ozon e di ogni narratore che si rispetti, un narratore che se non avesse una curiosità quasi morbosa per la vita dei suoi personaggi – e degli altri – risulterebbe asfittico, pur con tutto il talento del mondo*. Ah, dimenticavo: il tema del ruolo dei maestri, sia quelli di scuola che quelli letterari, rimane come un cece sotto il materasso… Piccolo, abbozzato, ma non insignificante.
Insomma, per esser meno pedante: m’è ppiaciuto.

* Cosa che, con buona pace di Germain che lo definisce il sommo, io penso di Flaubert…

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7.5 / 4 Novembre 2013 in Nella casa

Non sono mai stato un grande fan di Ozon e, a parte Swimming Pool che non ho trovato poi così interessante di lui non avevo mai visto altri film ma questo suo penultimo lavoro mi ha davvero colpito. Una buona prova di recitazione per tutto il cast ed una storia intrigante sono già un bel punto di partenza ma quello che mi ha colpito di più è la capacità di costruire un film su una base molto semplice ma straordinariamente vera: che ogni finestra di una casa è unop specchio su una storia, una storia che la nostra immaginazione crea, plasma e gonfia fino a darle i risvolti più personali. Da una scena oggettiva lo scrittore che è in noi rende soggettivo e personale l’intreccio fino a fonderci con i personaggi che osserviamo, finio a introdurci in quell’ambiente e legarci a quei destini.
Montaggio intelligente e avvincente, capace di non complicare fino a disintegrare il senso della storia ma utile a non far perdere le fila del discorso.
Divertente e acuto lo scambio tra il ragazzo prodigio (reso in maneira inquietante da Ernst Umhauer) e il professore frustrato (Fabrice Luchini).
In un film metanarrativo che mescola elementi di thriller e commedia e tiene costantemente sulle spine lo spettatore il loro rapporto è la parte che all’inizio catalizza l’attenzione e che alla fine diviene chiave di lettura di tutto il film.

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