Recensione su Dancer in the Dark

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Emozioni forti… / 14 Maggio 2012 in Dancer in the Dark

Mai visto un musical simile. Ovviamente non stiamo parlando di Sette spose per sette fratelli, Cabaret, New York New York o La febbre del Sabato sera. La drammaticità della trama è sicuramente allietata dalla splendida voce dell’interprete Bjork, incredibilmente brava nella sua follia. Madre che si spezza in due per il figlio affetto dalla sua stessa malattia (ciecità) che però può essere salvato con un’operazione molto costosa. La follia di Selma è che non cede mai al suo obiettivo che è la salvezza del proprio figlio fino all’esagerazione più incredibile. Difficilmente si riesce a non commuoversi alla fine. Il silenzio è quasi sempre interrotto dalla fantasia di Selma che vive per la musica e grazie a questa tenta di superare ogni difficoltà. Bello, intenso ma decisamente drammatico che ti lascia un colpo al cuore.
Il regista dopo Le onde del destino (bellissimo e forse il film più drammatico della mia vita) colpisce ancora e lascia il segno.
“E’ l’ultima canzone solo se permettiamo che lo sia…”.
Bello, molto bello.

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