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Recensione su Il danno

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16 agosto 2011

Con questo chiudo la tetralogia dedicata a Jeremy Irons (Delitti e Segreti, Il mistero Von Bulow, Inseparabili). Sinceramente mi aspettavo un pò di più da questo film di Louis Malle, acclamato dalla crtitica e dal pubblico francese. Sicuramente è un film ben interpretato; oltre a Irons, che solo a guardare i 3 film sopraelencati si capisce essere dotato di una duttilità anche psicologica incredibile, spicca Juliette Binoche, che ci regala un ruolo da femme fatale, fragile dentro ma dura esteriormente. Una ragazza provocante, provocatoria e segnata da un mistero passato. La coppia funziona, è esplicita e diretta (forse la relazione inizia in maniera troppo forzata addirittura) tanto che la prima parte del film potrebbe rivelare più di qualche debolezza, ma in fondo non sono quelle che interessano a Malle, che vuole mettere in scena la psicologia di un personaggio “menomato” e l’egoismo passionario di chi subirà un diverso tipo di menomazione.
Scabroso quanto basta per rendere ancora più vivida ed intensa la relazione dei due amanti, è caratterizzato da una formalità aristrocratica estrema (qualcuno ci ha visto pure la critica alla società alto boghese). In questo contesto si muove alla perfezione un fantastico Irons, cui fa da contraltare la Binoche. Secondo me va visto soprattutto pe gli interpreti.

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