Recensione su Dalle 9 alle 5... orario continuato

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“…I pour myself a cup of ambition”* / 13 aprile 2011 in Dalle 9 alle 5... orario continuato

Graziosissima commedia sul rapporto tra le donne ed il mondo del lavoro all’inizio degli anni ’80.
Lo spirito di quel decennio è reso con una vividezza estremamente efficace; così pure la chiassosa vivacità del periodo, che finisce per riflettersi nelle unghie laccate di Dolly Parton, nelle gonne dai colori accesi, nei capelli arditamente cotonati (e non mi riferisco solamente alla chioma platino di Dolly ma anche ai capelli color miele della Fonda).
La vera forza del film sono le tre attrici protagoniste (le già citate Fonda e Parton, alle quali si affianca la “dura” Lily Tomlin) nei ruoli di tre segretarie costrette a sopportare il cattivo carattere di un capo dispotico e maschilista. Divertenti anche le scenette fantastico-surreali nelle quali le tre (ricordo bene quella in cui Dolly, vestita da cow-girl, prende al lazzo l’odioso fedifrago) immaginano di sovvertire l’ordine esistente.
Dalla fantasia alla realtà, però, il passo è breve: rapito l’uomo, si ritroveranno a capo dell’azienda, della quale rivoluzioneranno l’organizzazione (ispirandosi ad una filosofia worker-centered).
Da cantare a squarciagola la canzone di Dolly che dà il titolo al film (d’altra parte proprio negli anni ’80, secondo me, la Parton compose i suoi pezzi migliori).

* Dolly Parton – “9 to 5”

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