Recensione su Dallas Buyers Club

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Dallas Buyers Club / 16 luglio 2015 in Dallas Buyers Club

Per i più giovani e per coloro che non sono stati toccati dalla questione in prima persona, mediante coinvolgimento di conoscenti, l’esplosione dell’affaire Aids negli anni ’80 è qualcosa di lontano e poco conosciuto.
Film come questo aiutano ad immergersi in quella che diventò una vera e propria psicosi collettiva, prima che venisse incardinata e domata (almeno nei Paesi più civilizzati) mediante l’unico strumento in grado di porvi un efficace rimedio: l’educazione sessuale e l’istruzione, accantonando pregiudizi e ipocrite pudicizie.
La vicenda di Ron Woodroof, il classico cowboy texano omofobo, che scopre di aver contratto il virus che pensava essere prerogativa solo di tossici e “checche”, è sicuramente significativa sotto un duplice aspetto: quello del cambiamento, di chi muta le proprie convinzioni (sebbene sotto l’impulso dell’avvicinarsi della propria morte), e quello dello spirito di conservazione che anima certi caratteri che non si arrendono al pessimismo, rimanendo attaccati alla vita con le unghie e con i denti.
La pellicola denuncia poi gli affari delle case farmaceutiche e delle relative lobby, pronte a speculare sulla vita delle persone in nome del solito biasimevole impulso fornito dal dio denaro. Eppure, sotto questo aspetto, c’è da dire, accantonando facili demagogie, che spesso è proprio lo stimolo all’arricchimento, intrinseco in una larga maggioranza degli uomini, ad aver dato un forte contributo, in certi casi, alla lotta contro determinate malattie, tanto quanto la passione di quei pochi che agiscono mossi da valori più “alti”. Bisogna dirlo, perché sennò si finisce per cadere nella solita retorica fine a se stessa. Che poi nella storia vi siano stati anche episodi criminali nella gestione di determinate cure o determinati farmaci, quello è un altro discorso.

In ogni caso, al di là dei temi trattati, sicuramente di rilievo, da un punto di vista tecnico il film non sembra fornire nessun guizzo, nessuno spunto davvero memorabile: la regia, nella prima metà, è più schizofrenica ed arrembante (con la scusa di descrivere gli eccessi di Ron), ma nulla che non si sia già visto negli anni scorsi. Nulla di originale insomma.
Nella seconda parte, poi, quando la sceneggiatura inizia a prestarsi ad una maggiore drammaticità, la regia si appiattisce del tutto.
Quello che è davvero memorabile in questa pellicola è l’interpretazione assolutamente fantastica di Matthew McConaughey e Jared Leto: il primo, davvero irriconoscibile, ha perso quasi 30 kg per interpretare il personaggio principale, lentamente corroso fisicamente dalla malattia. Un belloccio come McConaughey, che fino a quel momento veniva ricordato soprattutto per ruoli leggeri in film d’evasione e per le sue abituali comparsate da Maria De Filippi, ha dato prova di essere davvero un grandissimo attore, capace di far rivivere lo spirito dell’Actors Studio dei tempi d’oro, quando la totale immersione nel personaggio era una regola seguita scrupolosamente.
Stessa cosa vale per Jared Leto, che interpreta il socio omosessuale di Ron, un transgender tossicodipendente.
Entrambi premiati con l’oscar, rispettivamente al miglior attore protagonista e non protagonista, con scelta assolutamente ineccepibile.

2 commenti

  1. paolodelventosoest / 16 luglio 2015

    Le tue recensioni sono sempre particolarmente ricche e stimolanti. Devo assolutamente vederlo, questo film! McConaughey strano attore, giustamente riporti il suo balzo evolutivo dalla De Filippi (aggiungo la sua perfetta interpretazione nella prima stagione di True Detective), ma temo ahimè si sia involuto nuovamente dopo il banalissimo ruolo in Interstellar.

  2. hartman / 16 luglio 2015

    Grazie @paolodelventosoest… sai bene che penso la stessa cosa delle tue…
    McConaughey strano attore, hai ragione: qui è davvero sensazionale… pensa che io ho visto il film “a scatola chiusa” (non sapevo chi fossero gli interpreti e non l’ho visto fino ai titoli di coda)… ebbene: alla fine non ci potevo credere!, anche fisicamente è una trasformazione incredibile!!
    per quanto riguarda il suo ruolo in Interstellar la penso come te… ma dopo aver visto questo film ho capito che di stoffa ne ha e anche tanta… dipende poi cosa gli fanno fare

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