Recensione su Dallas Buyers Club

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26 Gennaio 2014

Dallas Buyers Club è una macchina macina Oscar che funziona, pure godibile, seppur completamente votata all’esaltazione di certe dinamiche e certi personaggi scritti proprio per compiacere e il gusto dell’Academy.
Matthew McConaughey dimagrisce e recita intensamente una parte difficile, ma non impossibile, dimostrandosi bravo e rinato, così come Leto, trans morente, che si conferma sempre bravo e sempre migliore attore che cantante ( secondo i miei gusti musicali almeno 😛 ). Il fatto che sia tratto da una storia vera mette il turbo al motore emozionale del film e quindi empatia e commozione assicurati dall’inizio alla fine. Eppure c’è un ma: tutto è così schematico, lineare e ben pensato da impedirmi di amare profondamente il film, che mi risulta davvero una operazione eccessivamente perfetta. Matthew ruba la scena anche troppo spesso, e personaggi come quello di Leto entrano ed escono senza lasciare la giusta impronta. Ecco perchè, per quanto bravo, non darei l’Oscar a Leto poichè in fondo non così incisivo (non per colpa sua, dello script) e neanche a Matthew. Ripeto, bravissimo…ma vengo dalla visione di un Di Caprio eccezionale, che attraversa tutti i possibili registri interpretativi nell’arco di 3 ore, senza appoggiarsi a nessuna trasformazione fisica per fare il colpaccio. Quindi diamo a Cesare quel che è di Cesare, apprezzando semmai le doti ritrovare di McConaughey che potrà brillare ancora e ancora nel futuro e la bellezza estetica del film, specialmente la fotografia e alcune scene ben girate (un po’ meno riuscita l’ultimissima scena, che se ho interpretata bene, appare un tantino didascalica seppur d’effetto). All in all un buon film.

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