Recensione su Dallas Buyers Club

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15 Gennaio 2014

Felice di essere la prima a recensire questo film.
Innanzitutto, è il primissimo lungometraggio di Jean-Marc Vallée che guardo – non che la sua filmografia sia piena zeppa di titoli, beninteso – e devo dire che ha uno stile d’impatto, fluido, e che rientra in quella categoria di cinema che tanto mi stuzzica (guarderò sicuramente anche gli altri suoi lavori, meglio prima che poi).
La prima cosa che salta all’occhio, del film, ovviamente, è l’interpretazione pazzesca di Matthew McConaughey. Ho sempre avuto molta simpatia per lui, e lo trovo generalmente un bravo attore ed un ottimo intrattenitore, ma in questa pellicola si è davvero superato.
Mi ci è voluto un po’ per metterlo a fuoco, è talmente diverso dall’immagine che abbiamo di lui, quasi irriconoscibile. Secco come uno spillo, emaciato e baffuto, invecchiato un sacco, non sembra davvero lui. E’ davvero bravissimo, grande interpretazione, probabilmente è anche merito di Vallée che lo ha valorizzato a dovere.
Ho letto un paio di recensioni di riviste e siti vari, e devo dire che mi trovo d’accordo sul fatto che, come dicono in molti, questa è per McConaughey la miglior performance della sua carriera.
Secondo punto: Jared Leto. Anche lui ha avuto una trasformazione pazzesca e nelle vesti del travestito ci sta benissimo, neanche non avesse fatto altro per tutta la vita. Diciamo che questi ruoli un po’ effeminati gli vengono sempre bene, sarà che è già un po’ effeminato e trasformista di suo. In ogni caso, in certi punti non potevo fare a meno di sorridere per la sua interpretazione, inoltre c’è molto feeling tra lui McConaughey, impossibile non notarlo.
Carina anche Jennifer Garner, un po’ eclissata dalle interpretazioni di McConaughey e Leto.
Gli argomenti trattati nella pellicola non sono di certo facili da digerire, ma il modo in cui vengono affrontati è lineare, fluido e per nulla pesante. Non annoia neanche per un secondo, intrattiene ad ogni fotogramma.
E’ una finestra su un periodo indimenticabile del ventesimo secolo. Se negli anni 70 vi era stato il boom delle morti per overdose da eroina (cosa che non si è comunque fermata nel decennio seguente), gli anni 80 sono sicuramente ricordati come il periodo buio in cui il mondo si è ritrovato a prendere di petto HIV e AIDS.
Oltre che a farmi sorridere, questo film mi ha anche commossa. Ron Woodroof è stato di sicuro una persona fantastica, ha lottato fino alla fine, nonostante la malattia. Ha una bella morale la sua storia, fa capire quanto la forza di volontà possa portare un uomo lontano, dona speranza.
In conclusione, quindi, non ho trovato una sola cosa che non mi piacesse di questo film, nulla fuori posto. E’ bello tutto, nel complesso, ed è una di quelle pellicole che riguarderei molto volentieri più volte.

2 commenti

  1. Francesco / 20 Gennaio 2014

    @Naima Anch’io come te mi sono ritrovato al primo approccio con Vallée e ne sono sono rimasto piacevolmente sorpreso. Questo film ha tanto con sè: una storia interessante, un protagonista ottimo e una capacità di coinvolgimento altissima. Due ore che scivolano via con una facilità impressionante 🙂

  2. Naima / 20 Gennaio 2014

    @Francesco_Macaluso Vero, è stato un piacere guardarlo, intrattiene dall’inizio alla fine.

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