2013

Dallas Buyers Club

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Dallas Buyers Club
Dallas Buyers Club

Dallas 1985. L'elettricista Ron Woodroof è un duro cowboy texano: omofobico, beve, si droga, frequenta spogliarelliste. Dopo un controllo del sangue gli viene diagnosticato l'AIDS e il medico gli da trenta giorni di vita. Esiliato dagli amici e dopo aver perso il lavoro per aver contratto quella che si ritiene essere la malattia degli omosessuali, Ron inizia ad informarsi e a studiare.
marcomaffei12 ha scritto questa trama

Titolo Originale: Dallas Buyers Club
Attori principali: Matthew McConaugheyJennifer GarnerJared LetoDenis O'HareSteve ZahnDallas Roberts, Michael O'Neill, Griffin Dunne, Kevin Rankin, Bradford Cox, Scott Takeda, Adam Dunn, Donna DuPlantier, Deneen Tyler, J.D. Evermore, Ian Casselberry, Jane McNeill, Juliet Reeves London, Douglas M. Griffin
Regia: Jean-Marc Vallée
Sceneggiatura/Autore: Craig Borten, Melisa Wallack
Fotografia: Yves Bélanger
Costumi: Kurt and Bart
Produttore: Robbie Brenner, Rachel Winter, David L. Bushell, Nicolas Chartier, Cassian Elwes, Zev Foreman, Logan Levy, Joe Newcomb, Tony Notargiacomo, Ross Nathan, Holly Wiersma
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Biografico
Durata: 117 minuti

Vacuo Vallè / 7 Febbraio 2017 in Dallas Buyers Club

Ha l’incisività di un peso piuma in un torneo dei massimi, per giunta affrontando un pubblico già sensibilizzato, pur evitando fortunatamente eccessivi patetismi.

Nulla di nuovo sotto al Sole / 29 Marzo 2016 in Dallas Buyers Club

Film lineare, sceneggiatura non eccellente ma temi trattati con un guanto di velluto: aids, omofobia, case farmaceutiche sono temi scottanti soprattutto tra i mass media piuttosto che nel cinema, ma il film riesce bene a destreggiarsi tra le difficoltà che ne derivano in maggior parte grazie all’interpretazione dei due attori.
Insomma il film non lascia molto, forse perchè tratta con un certo distacco i personaggi, e pellicole nelle quali il protagonista ha già il destino segnato e intraprende una battaglia contro qualcosa di più grande, in questo caso le case farmaceutiche, si sono già viste; ma rimane un film totalmente piacevole e con un significato.
Assolutamente da premiare la recitazione.

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Sopravvalutato / 10 Gennaio 2016 in Dallas Buyers Club

Da tutto il battage pubblicitario che c’era stato mi aspettavo francamente un film più bello. Dallas buyer club sa di gia visto, con il classico protagonista col destino segnato che tutto ad un tratto diventa paladino della giystizia e si mette contro i nemici delle case farmaceutiche. Non è un film brutto, lungi da me dire questo, ma sullo schermo apparirà ciò che siete convinti apparirà a causa di una sceneggiatura un po’ troppo piatta per i miei gusti. Passando alle interpretazioni sono più d’accordo con l’oscar a Jared Leto (che interpreta, in maniera piuttosto convincente, un omosessuale che agisce e si veste come una donna) piuttosto che quello a Mc Counaghey, che è vero che per fare il film è dimagrito una trentina di chili, ma non basta per assegnare una statuetta , visto il personaggio un po’ anonimo che interpreta. Almeno a me non ha comunicato empatia (purtroppo). Per quanto riguarda gli altri attori : sono solo di contorno alla storia e nessuno lascia il segno.
In definitiva “Dallas buyer club” è un film buono, ma sopravvalutato.

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Dallas Buyers Club / 16 Luglio 2015 in Dallas Buyers Club

Per i più giovani e per coloro che non sono stati toccati dalla questione in prima persona, mediante coinvolgimento di conoscenti, l’esplosione dell’affaire Aids negli anni ’80 è qualcosa di lontano e poco conosciuto.
Film come questo aiutano ad immergersi in quella che diventò una vera e propria psicosi collettiva, prima che venisse incardinata e domata (almeno nei Paesi più civilizzati) mediante l’unico strumento in grado di porvi un efficace rimedio: l’educazione sessuale e l’istruzione, accantonando pregiudizi e ipocrite pudicizie.
La vicenda di Ron Woodroof, il classico cowboy texano omofobo, che scopre di aver contratto il virus che pensava essere prerogativa solo di tossici e “checche”, è sicuramente significativa sotto un duplice aspetto: quello del cambiamento, di chi muta le proprie convinzioni (sebbene sotto l’impulso dell’avvicinarsi della propria morte), e quello dello spirito di conservazione che anima certi caratteri che non si arrendono al pessimismo, rimanendo attaccati alla vita con le unghie e con i denti.
La pellicola denuncia poi gli affari delle case farmaceutiche e delle relative lobby, pronte a speculare sulla vita delle persone in nome del solito biasimevole impulso fornito dal dio denaro. Eppure, sotto questo aspetto, c’è da dire, accantonando facili demagogie, che spesso è proprio lo stimolo all’arricchimento, intrinseco in una larga maggioranza degli uomini, ad aver dato un forte contributo, in certi casi, alla lotta contro determinate malattie, tanto quanto la passione di quei pochi che agiscono mossi da valori più “alti”. Bisogna dirlo, perché sennò si finisce per cadere nella solita retorica fine a se stessa. Che poi nella storia vi siano stati anche episodi criminali nella gestione di determinate cure o determinati farmaci, quello è un altro discorso.

In ogni caso, al di là dei temi trattati, sicuramente di rilievo, da un punto di vista tecnico il film non sembra fornire nessun guizzo, nessuno spunto davvero memorabile: la regia, nella prima metà, è più schizofrenica ed arrembante (con la scusa di descrivere gli eccessi di Ron), ma nulla che non si sia già visto negli anni scorsi. Nulla di originale insomma.
Nella seconda parte, poi, quando la sceneggiatura inizia a prestarsi ad una maggiore drammaticità, la regia si appiattisce del tutto.
Quello che è davvero memorabile in questa pellicola è l’interpretazione assolutamente fantastica di Matthew McConaughey e Jared Leto: il primo, davvero irriconoscibile, ha perso quasi 30 kg per interpretare il personaggio principale, lentamente corroso fisicamente dalla malattia. Un belloccio come McConaughey, che fino a quel momento veniva ricordato soprattutto per ruoli leggeri in film d’evasione e per le sue abituali comparsate da Maria De Filippi, ha dato prova di essere davvero un grandissimo attore, capace di far rivivere lo spirito dell’Actors Studio dei tempi d’oro, quando la totale immersione nel personaggio era una regola seguita scrupolosamente.
Stessa cosa vale per Jared Leto, che interpreta il socio omosessuale di Ron, un transgender tossicodipendente.
Entrambi premiati con l’oscar, rispettivamente al miglior attore protagonista e non protagonista, con scelta assolutamente ineccepibile.

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wow! / 29 Maggio 2015 in Dallas Buyers Club

interpretazione dei personaggi, colossale! trama eccezionale! giusti i premi oscar, specialmente all’incredibile interpretazione di Jared Leto!