Recensione su Daddy's Home

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Nel calderone della commedia americana / 13 gennaio 2016 in Daddy's Home

Brad (Will Ferrel) è un cercatore di voci radiofoniche che si impegna al massimo per conquistare la fiducia e la simpatia dei figli della sua fresca moglie Sara (Linda Cardellini). Le sue attenzioni sono premurose e nonostante le difficoltà di inserimento riesce a entusiasmarsi per ogni minimo segnale di inclusione da parte dei bambini, sino a commuoversi. Un giorno però una telefonata in famiglia rompe gli equilibri: è di ritorno l’ex marito di Sara e padre dei figli, Dusty (Mark Wahlberg): un muscoloso, aitante, estremo macho a cui i bambini sono molto legati.
Daddy’s home è la tipica commedia americana che ci si aspetta, che si muove nel copione della famiglia allargata a due padri, di antitetici modelli: Brad, uomo affettuoso, attento, preciso sia verso la moglie che verso i figliastri, ma anche routinario, e Dusty, frizzante, imprevedibile, poco affidabile. I due uomini si scontrano faccia a faccia in un confronto che non mancherà di creare situazioni comiche.
La comoda poltrona in pelle del cinema sembra essere parte di uno spettacolo rassicurante, che non aggiunge niente al già visto del genere e che si muove seguendo linee mai imprevedibili. Il film si sviluppa attorno ai due maschi protagonisti, con particolare enfasi su Will Ferrel, unico vero comico del cast, ben supportato da un Mark Wahlberg che lavora con la fisicità, a contrasto con quella del primo. È appunto il gioco di differenze che crea i colori di questa commedia, che talvolta, seppur in un registro narrativo piatto, riesce a creare scene di comicità non scontata, mai demenziale. Il lavoro sui ritmi comici è buono e ruotano sempre intorno a Brad, primario aggancio empatico per lo spettatore. Alcuni eccessi (la sequenza in computer grafica della moto) rischiano di ridicolizzare la tranquillità della visione, ma la solida comicità americana che lavora sugli stereotipi mantiene saldo il tutto dall’inizio alla fine. Il personaggio-macchietta di Leo Holt (Thomas Haden Church) ne è uno splendido esempio: il classico imprenditore americano alla self-made man che, esasperandosi, si ridicolizza, è segno di una consapevolezza nel saper giocare con i modelli che non è così comune come si può pensare.
Il finale, seppur telefonato, mantiene i ritmi serrati e diverte, soprattutto nel cameo di una grande star, prestata al mondo del cinema per qualche minuto.

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