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Da morire

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Da morire
Da morire

Una ragazza intraprendente ed egocentrica vuole sfondare in televisione e diventare un'anchorman di successo. Sfrutta la sua avvenenza per imbrogliare chi la circonda e non si fa scrupoli nel coinvolgere nei suoi piani da arrivista un gruppetto di adolescenti disadattati.
Stefania ha scritto questa trama

Titolo Originale: To Die For
Attori principali: Nicole Kidman, Matt Dillon, Joaquin Phoenix, Casey Affleck, Alison Folland, Illeana Douglas, Dan Hedaya, Wayne Knight, Kurtwood Smith, Holland Taylor, Susan Traylor, George Segal, Tim Hopper, Michael Rispoli, Buck Henry, Gerry Quigley, Conrad Coates, David Cronenberg, David Collins, Janet Lo, Kyra Harper, Katie Griffin, Chris Phillips, Rain Phoenix, Tamara Gorski, Tom Forrester, Maria Tucci, Alan Edward Lewis, Nadine MacKinnon, Ron Gabriel
Regia: Gus Van Sant
Sceneggiatura/Autore: Buck Henry
Colonna sonora: Danny Elfman
Fotografia: Eric Alan Edwards
Costumi: Beatrix Aruna Pasztor
Produttore: Laura Ziskin, Jonathan T. Taplin, Joseph M. Caracciolo Jr.
Produzione: Usa
Genere: Drammatico, Thriller, Commedia
Durata: 106 minuti

6 o 7? / 7 settembre 2016 in Da morire

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Una ragazza (o meglio, una stupenda Nicole Kidman) cerca un qualunque modo per sfondare nel mondo della televisione, convinta del fatto che "ogni persona dà il meglio di sé quando è osservata dal pubblico". Ci riesce grazie all'omicidio del marito.
Il film ha degli alti e bassi. Alte sono le interpretazioni degli attori: da un lato la già ricordata... continua a leggere » Nicole Kidman, provocante e glaciale (fra tutti: i primi piani in cui racconta la sua storia, con quegli occhi azzurri su sfondo bianco, o, ancora, la cinica e disincantata ramanzina che fa alla ragazzina che stravede per lei) , dall'altro il magnifico Joaquin Phoenix, che raggiunge una vetta assoluta in questo personaggio di giovane emarginato, ossessionato dal sesso. Ciò che non fa decollare eccellentemente il film a parer mio è la trama, volutamente scontata - già dall'inizio si fa vedere che la protagonista, assetata di fama, ottiene il successo come moglie di una vittima di omicidio: non ci vuole molto a capire come si svolgerà il film (e peraltro nemmeno a capire che l'omicidio non rimarrà senza vendetta, tramite la famiglia Maretto).
Il sette se lo guadagna in definitiva per la buona colonna sonora, e per la ciliegina sulla torta rappresentata dalla scena finale, pattinaggio sul ghiaccio con "Season of the witch" in sottofondo. E per avermi fatto scoprire Illeana Douglas.

Da Morire / 13 gennaio 2013 in Da morire

Interessante dark comedy, grottesca ed inquietante, centrata sulla ricerca del successo televisivo ad ogni prezzo, il tutto attraverso il tenue occhio di Gus Van Sant, anche se meno efficace che in passato.

16 giugno 2012 in Da morire

Cattivo e geniale.

Nicole Kidman, da morire! / 16 giugno 2012 in Da morire

Gus Van Sant è il più provocatorio tra i registi americani post-moderni. Dopo aver cominciato la sua carriera con quella grande riflessione data da Belli e dannati sull’iniziazione al sesso di alcuni ragazzi, continua con il suo discorso grazie a questa tesissima black comedy. Da morire è grandioso nella sua capacità di raccontarci il mondo come è... continua a leggere » realmente. La giovane Susanne Stone vuole solo sfondare in tv senza tanti problemi e senza indugio. E’ il suo sogno ed è disposta veramente a tutto per vederlo realizzato. Anche a compiere atti non proprio amorosi verso il marito quando questo si mette tra lei e il suo successo. La tv è il nuovo nemico di Van Sant: nel suo distruggere e sconvolgere la realtà fa vedere il mondo come non è realmente, ma come chi sta dietro all’azienda televisiva vuole che si veda. La commedia thriler, dal ritmo veloce ed autentico, scorre tra interviste a membri della famiglia di Susanne, fino a finire con una intervista alla stessa donna. Ad essere presi in considerazione in questo film sono i danni che la voglia di successo possono provocare. La giovane Susanne potrebbe essere una buona madre, una buona moglie, una buona vicina di casa, ma decide di “vendersi” per ottenere l’agognato successo. Van Sant riserva una serie di colpi bassi agli spettatori, prendendo per la prima volta in considerazione anche il mondo dei teenagers nelle scuole: Susanne convince seducendoli tre studenti ad aiutarla nel compimento della sua “missione”. La tv entra nelle scuole, ma non è la tv giusta, la tv dell’informazione, no. E’ la tv dell’apparenza, della falsità, quella tv che ritrova milioni e milioni di uomini, donne e bambini, ogni giorno. Al primo film per una major, Van Sant rispolvera tutta la sua arte, il suo brio divertente e la sua tenacia nel sostenere una scuola di pensiero differente da altre varie scuole di pensiero. Non è un capolavoro, questo Da morire: i cambi di tono sono frequenti e a volte sono troppo veloci per poter realmente cogliere le finezze della regia; inoltre l’idea del finto documentario a ripercorrere la carriera della conduttrice alla lunga stanca un po’. Ma comunque, il film conferma se ancora ce ne fosse bisogno che Van Sant è un autore elegante e straordinario, che sa guardarsi intorno e che sa descrivere in ogni modo il disagio mondiale, in questo caso dovuto ad una forma di assuefazione dal successo. Difficile trovare un genere di classificazione al film: molte enciclopedie lo citano sotto “commedia”, ma probabilmente di commedia non si tratta, al massimo si può parlare di black comedy a là Coen, ma siamo un tantino lontani. C’è chi lo cita come “Grottesco”, ovvero non appartenente ad alcun genere preciso, e forse ha ragione. Oppure potremmo dire che è una black comedy leggera con spunti thriller, ma forse la definizione sarebbe troppo lunga. Da morire, per concludere, è adatto per capire una parte della modernità ed ampliarla alla contemporaneità della visione. Cosa si cela dietro le forme della tv? Come si arriva a rivestire un ruolo importante come “entrare nelle case della gente”? Van Sant dà la sua provocatoria versione dei fatti, come suo solito, lontana da ogni costrinzione, o commercializzazione dell’opera. Il film è diventato di culto per gli appassionati del regista, e va ricordato anche per l’interpretazione della Kidman, splendida bambolina di creta, affamata di successo.

7 febbraio 2011 in Da morire

Van Sant e l'ossessione per la celebrità: a parer mio, la Kidman in una delle sue migliori interpretazioni, perfetta per impersonare l'arrivista di provincia dall'intelletto limitato ma piena di sé e senza scrupoli.
Joaquim Phoenix tormentatissimo, adolescente semi-analfabeta ossessionato dal sesso, sempre bravissimo.
E' una pellicola che vedo sempre... continua a leggere » molto volentieri, una sorta di docu-film con un inaspettata vena di humour nero.
Le sequenze finali, con Season of the witch di Donovan a mò di gustosa ciliegina, sfumano sfiorando la perfezione narrativa.

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