Recensione su Cyrus

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19 dicembre 2012

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

John, che è l’attore che in Carnage non sapevo chi fosse, dopo sette anni di divorzio non si è ancora ripigliato; l’ex moglie, che è rimasta sua amica, lo convince ad uscire dal guscio. Ubriaco a un party (non communist) incontra la donna che sembra destinata a cambiare le carte in tavola. Ma costei dapprima gli nasconde qualcosa, ovvero l’esistenza del figlio, Cyrus, un patatone ventunenne che produce musica elettronica neanche brutta e con ritardi affettivi. Quando John si installa in casa a rompere l’equilibrio madre/figlio, Cyrus vede in lui un avversario da eliminare, giocando sporco dietro una facciata di gentilezza. Tranzolli che il lieto fine è assicurato, anche se a metter tutti d’accordo e a dover riconoscere i propri errori si fa un po’ fatica (soprattutto se si è patatoni). Comunque è una splendida commedia non troppo mainstream americana, dove la mezza età è vista inizialmente come momento malinconico dove un equilibrio immutabile si dovrebbe essere raggiunto, ma in seguito anche come occasione per ripartire e ricostruirsi una vita. Tutto è piccolo e ben fatto, e la guerra casalinga fra i due patatoni fa davvero sorridere.

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