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Recensione su La maledizione di Chucky

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Giochiamo a nascondi l’anima? / 22 agosto 2015 in La maledizione di Chucky

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Don Mancini è riuscito a dare nuova linfa vitale al bambolotto assassino Chucky dopo sequel non all’altezza.
Grazie a un ottima fotografia, a un uso delle luci molto soft, alla bravura nel saper usare sapientemente il genere horror ha dato vita a un film discreto, dalla trama tutto sommato ben congegnata.
Questo film manca totalmente del lato demenziale che ha caratterizzato i precedenti capitoli(e per me non è poi un aspetto così negativo), ha delle sequenze che personalmente ho trovato ottime(la scena del piatto avvelenato con tanto di angoscianti inquadrature nel tentare di scoprire chi sia il malcapitato, la scena della webcam con il bambolotto che si aggira furtivamente nella stanza, magari un po’ troppo prevedibile, ma davvero ben fatta).
Certo ci sono anche alcuni lati negativi, come la lentezza nei primi venti minuti o come alcune scene un po’ troppo sopra le righe(come il flashback della madre della protagonista e l’assassino), ma Mancini ha saputo dosare magistralmente suspense e splatter, avvalendosi anche di un’atmosfera inquietante che si respira già dal primo fotogramma.
Chuck è finalmente tornato a essere quello dei primi tre capitoli dopo orrendi sequel e mi domando se Mancini, con la trasmigrazione finale dell’anima dell’assassino dalla bambola alla bambina, non abbia posto definitivamente la parola fine alla saga.

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