Recensione su Cuori ribelli

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Cuori ribelli
Regia:

Nuovo classico / 11 Novembre 2022 in Cuori ribelli

Cuori ribelli ha rappresentato, forse, il tentativo di Ron Howard di produrre il suo film più “classico” e hollywoodiano: nei primi anni Novanta, il respiro di questa avventura romantica aveva l’afflato dei kolossal in costume dei vecchi Studios e il dinamismo dei suoi (all’epoca) ammiratissimi protagonisti, la coppia d’oro Cruise-Kidman.
Ricordo vagamente che, quando il film venne presentato fuori concorso a Cannes, come film di chiusura, se non sbaglio, fece storcere il naso agli amanti del cinema d’autore ai festival, per via della sua natura “commerciale”, di puro intrattenimento.
Ero una ragazzina, ma ricordo bene che, già allora, questa discriminazione mi lasciò interdetta (tanto che la ricordo ancora).

Il film di Howard, per me, rientra in quella categoria cinematografica ben rappresentata da quei film, come Titanic di Cameron che, mi pare, non vengano realizzati più con la stessa qualità tecnica: parlo di film caratterizzati da trame ridotte all’osso, caratterizzati da gran dispendio di mezzi e maestranze, con protagonisti romantici ma non stucchevoli, film accomodanti nei confronti di una ampia porzione di pubblico che, però, respirano e palpitano e, infine, intrattengono, diventando “nuovi classici” da vedere e rivedere a ogni passaggio televisivo.

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